Non bruciare i tuoi soldi!
Investire oggi
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Investire oggi sembra un'impresa veramente ardua. La crisi delle economie e delle finanze occidentali rende azzardata ogni previsione, tanto che si può dire che l'ultimo decennio ha dimostrato che

la finanza è la scienza del senno di poi.

Ogni tonfo è stato sempre spiegato con questo o con quello e con una grande dovizia di particolari. Investimenti interessanti sono sempre stati giustificati leggendo i dati del passato in un certo modo, così che la finanza è diventata facile preda dell'effetto risultato: chiunque avesse azzeccato un investimento lo sbandierava ai quattro venti mentre chi ci aveva perso se ne stava zitto per non fare la figura del pollo; il primo diventava il nuovo guru, salvo essere poi smentito alla prima debacle.
In Non bruciare i tuoi soldi spiego chiaramente che investire non è per tutti. Se si hanno piccole somme di denaro è semplicistico sperare di specularci sopra e di guadagnare qualcosa che le trasformi in un tesoro; innanzitutto c'è il rischio che un evento improvviso (il classico matrimonio di un figlio, una grossa spesa imprevista ecc.) costringa a disinvestire proprio nel momento in cui non conviene farlo, con gravi perdite. In secondo luogo, investire piccole somme non consente di gestire bene le spese di gestione e anche gli eventuali guadagni non cambiano certo la vita (l'1% di 10.000 euro sono 100 euro). Quindi si dovrebbero riservare agli investimenti complessi solo quelle somme di cui è certa la disponibilità a lungo termine e per un minimo di 50.000 euro.
Se le due condizioni per investire (stabilità e quantità del capitale) non sono rispettate, è opportuno dirottare i propri risparmi verso forme di investimento ad altissima liquidità (per esempio conto corrente online, titoli di Stato a breve termine ecc.) con l'unico scopo di perdere il meno possibile rispetto all'inflazione.
Se invece le due condizioni sono soddisfatte, cominciamo con il dire che ci sono due modi per operare:
  • studiare e agire in proprio
  • farsi consigliare da un consulente.
investire oggiCon il termine consulente non intendiamo tanto una persona fisica quanto la fonte dell'informazione: può essere il promotore finanziario, un bancario, l'amico "esperto", ma anche il giornale economico, il sito Internet ecc.
Il primo modo di operare ha portato molti a risultati piuttosto mediocri: se economisti di livello mondiale non riescono a prevedere nulla di sicuro, è ottimistico sperare che un "dilettante" possa fare meglio. Supponiamo che si abbia un capitale di 100.000 euro e che si sia così bravi da ottenere il 3% sopra l'inflazione: significa 3.000 euro. Se ciò comporta dedicare un'ora al giorno per seguire i mercati, equivale a uno stipendio netto di 24.000 euro l'anno (1 ora al giorno = 3.000 euro di guadagno equivalgono a un lavoro di 8 ore che dà 8x3.000 = 24.000 euro; cioè il mio lavoro nella finanza mi rende come un lavoro che dà 24.000 euro l'anno), non un granché!
Il secondo modo minimizza i costi dei tempi di gestione, ma è opportuno che il consulente sia fidato e proponga strumenti che il cliente sappia "comprendere" (per esempio, se non si sa cosa sono i covered warrants, è folle investire in essi solo perché qualcuno ce li ha consigliati); è cioè necessario che, anche nel caso del consulente, ci sia un minimo acculturamento sugli strumenti.
Occorre tener conto che spesso c'è un interesse personale in chi consiglia (per esempio, il promotore finanziario che consiglia obbligazioni della propria banca) e ciò può inficiare la bontà del consiglio. Il più delle volte è poco saggio affidarsi all'autorevolezza del consulente perché, ricordiamolo, autorevolezza non vuol dire affidabilità. Cerchiamo quindi di conoscere la professionalità e l'onestà di chi propone, partendo dal presupposto che di questi tempi chi propone investimenti speculativi solo per soddisfare la voglia di guadagno del cliente non è né onesto né professionale.

Alcuni consigli per investire oggi

Vediamo alcune semplici regole che possono essere utili come guida generale per l'investimento, dato per scontato che siano soddisfatte le due condizioni iniziali viste sopra (stabilità e quantità del capitale):
 
1) La parte azionaria non può superare (in percento) 70 - età dell'investitore. Un soggetto di 40 anni può avere al massimo un 30% di azioni nel portafoglio. Ovviamente non è obbligatorio avere azioni nel portafoglio.
2) Se volete evitare i patemi d'animo di un mercato azionario che può crollare, suddividete la quota della parte azionaria a sua volta in due: 50% in azioni e 50% in oro. Poiché l'oro è in controtendenza con il mercato azionario, ciò dà maggiore stabilità ai vostri investimenti. Per approfondimenti si consulti l'articolo Comprare oro.
3) Il resto del capitale può essere investito in obbligazioni; sia societarie (di grandi aziende) sia titoli di Stato. Nel primo caso è opportuno non superare un 20% del capitale, diversificando al massimo. Nel secondo caso è opportuno operare nella zona euro (per evitare fluttuazioni di valuta). In entrambi i casi si devono evitare titoli emessi da società o da Paesi emergenti. Molti obietteranno che "con i titoli di Stato non si guadagna"; ciò è vero solo se non si considera la fluttuazione del prezzo: un bund tedesco a tre anni che rende solo il 2%, comprato a 100, dopo un anno può valere anche 110 e, vendendolo allora, si sarà guadagnato un 12% annuo. Ovviamente le cose non sono sempre così rosee, può anche darsi che il prezzo scenda, ma in questo caso, mantenendolo fino alla scadenza (ecco la necessità della stabilità) ci si accontenterà del 2%. In ogni caso non si avrà mai una perdita e l'esperienza insegna che sul medio-lungo periodo si mantiene ampiamente l'inflazione.
4) Evitare fondi comuni di investimenti. Questo consiglio può sembrare troppo rigido, ma i guai attuali della finanza sono in gran parte dovuti all'attività speculativa delle società finanziarie e delle banche. Migliaia di persone e risorse costosissime per gestire i soldi altrui con profitti che, nei periodi negativi, sono solo per il gestore.
 
Sono regole semplicissime che vi metteranno al riparo dalle turbolenze economiche e preserveranno il vostro capitale; certo non vi permetteranno di arricchirvi, ma arricchirsi senza produrre è il sogno malefico di chi non capisce che, se fosse veramente possibile, questa crisi non ci sarebbe stata.


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