Costi e spese
Copyright by THEA 2007
- Commissioni di gestione. Variano dallo 0,30% dei fondi monetari, all'1,50% dei fondi obbligazionari, al 2% dei fondi azionari. Servono a remunerare sia la gestione (scelta dei titoli, amministrazione del patrimonio del fondo, calcolo del valore giornaliero del portafoglio, attività di sostituto di imposta), sia il collocamento (promotori, addetti allo sportello).
- Spese di banca depositaria. Quantificabili in circa lo 0,10%. Servono a remunerare la società che ha in custodia i titoli del fondo e che verifica che le operazioni decise dal gestore siano conformi ai regolamenti.
- Spese varie. Difficili da quantificare e da giustificare.
- Commissioni di performance. Variano in relazione al rendimento ottenuto, e quindi è impossibile valutarle a priori. Per un fondo azionario, in un anno di rendimenti positivi, possono incidere per lo 0,20-0,40%.
- Costi di compravendita dei titoli. Impossibili da conoscere con precisione, rappresentano le commissioni pagate dal fondo agli intermediari finanziari. Si possono stimare nell'ordine dello 0,20–0,30% l'anno.
Riassumendo
È probabile che le spese annuali decurtino anche del 3% il rendimento di un
fondo azionario. Un esempio numerico può aiutare a capire cosa ciò
significhi in termini di risultato finale dell'investimento. Ipotizziamo tre
diverse alternative di investimento, identiche in tutto tranne che per i
costi: assenti nella prima, pari allo 0,50% del patrimonio nella seconda,
pari al 2,5% nella terza. Quale sarà il risultato finale (montante,
in termini tecnici) di un investimento in un'unica soluzione di 10 mila
euro, di durata ventennale, con rendimento annuo dell'8%? Oltre 46 mila euro
nel primo caso, 42 mila nel secondo, 29 mila nel terzo. Ovvero, considerando
solo la seconda e la terza ipotesi (nessun investimento può essere
effettuato senza costi): una differenza di costi apparentemente non
significativa rappresenta la differenza tra quadruplicare o triplicare il
capitale iniziale. In termini pratici vale la pena di sottolineare
che le due ipotesi esaminate corrispondono all'utilizzo, a fini
previdenziali, di un fondo pensione di categoria (alternativa a basso costo)
o di in piano pensionistico assicurativo (alternativa ad alto costo).Il tema dei costi è ancora più interessante se si esaminano i prodotti assicurativi che prevedono i famigerati caricamenti, ovvero il prelievo, da parte della compagnia di assicurazione, di una parte consistente del premio versato dall'assicurato. Esaminiamo due ipotesi: stesso investimento iniziale (10 mila euro), stesso periodo di detenzione (10 anni), stesso rendimento (5% annuo). Diverse le spese: 0,50% annuo la prima, 1,50% annuo la seconda, che prevede tuttavia anche un caricamento del 5% (in altre parole vengono destinate all'investimento solo 9.500 euro, mentre 500 se ne vanno in spese). Il montante della prima alternativa sarà pari a 15.500 euro, mentre nel caso della seconda si arriverà a non più di 13.500 euro. La differenza di 2.000 euro corrisponde al 15%.
C'è un altro numero molto interessante e che può far sobbalzare dalla sedia: l'ammontare complessivo delle commissioni pagate durante la vita di un investimento. Supponiamo di acquistare una polizza vita di durata trentennale che prevede un premio ricorrente annuale di 5.000 euro e un costo di gestione annuo complessivo pari al 2% (purtroppo il calcolo di questo numero non è agevolato dall'impostazione del materiale informativo consegnato ai potenziali investitori). A fronte di un rendimento annuo prima delle spese pari al 4%, a quanto ammontano le commissioni pagate nel corso della vita della polizza? A oltre 58 mila euro. Il capitale incassato dal sottoscrittore della polizza sarebbe pari a 204 mila euro, mentre i mancati interessi a causa del prelievo annuale delle commissioni sarebbero pari a 28 mila euro.
Il grafico che segue aiuta a valutare con la massima chiarezza l'effetto delle commissioni sull'accumulo di capitale. Si mettono a confronto tre diverse ipotesi, uguali per quanto riguarda l'investimento annuo, pari a 1.000 euro, differenti per quanto riguarda il carico commissionale annuo.

Consiglia l'articolo su Google, clicca
