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Telomeri
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I telomeri sono stati portati all'attenzione del grande pubblico da quando si è incominciato ad associarli al processo d'invecchiamento. L'invecchiamento è un complesso fenomeno di degenerazione delle capacità vitali dell'organismo che, anche in assenza di malattie, porta alla morte. Si deve quindi notare che, nonostante alcuni luoghi comuni e pregiudizi, l'invecchiamento non è necessariamente associato alla malattia o a patologie più o meno invalidanti, in quanto i suoi effetti, in termini di diminuite prestazioni psicofisiche, sono osservabili anche in individui perfettamente sani.
Gli enormi passi che la genetica sta compiendo hanno fatto nascere entusiasmi forse ingiustificati nello studio delle strategie anti-età. Infatti:
a) i risultati della ricerca non sono ancora consolidati; ciò significa che delle centinaia di ricerche che sono condotte in tutto il mondo e i cui risultati compaiono sulle riviste specializzate, solo alcune diventeranno fondamentali, cioè saranno tradotte in un risultato pratico. Molte altre saranno ridimensionate oppure smentite da una migliore comprensione dei processi dell'invecchiamento.
b) Occorre distinguere fra esperimenti su animali ed esperimenti sull'uomo. La generalizzazione dei risultati alla specie umana non è per nulla scontata.
c) Occorre distinguere fra risultati parziali (su una parte dell'organismo) e risultati totali. Prolungare l'efficienza di un organo non significa necessariamente aumentare la longevità dell'organismo, così come l'immortalità cellulare non significa l'immortalità dell'uomo.
I punti sopraelencati sono sufficienti per affermare realisticamente che:

prima del 2012 non si otterranno risultati scientifici consolidati di una certa importanza e solo verso il 2030 riusciremo a trarre vantaggio pratico da queste scoperte.

Sono attualmente quattro le strade che la genetica sta valutando per arrivare a qualcosa di concreto:

1) i telomeri
2) la procreazione selezionata
3) i geni
4) le cellule staminali

I telomeri

telomeriI telomeri sarebbero orologi biologici: in seguito alla riproduzione cellulare la loro lunghezza si riduce progressivamente fino a quando non riescono più a esplicare la loro funzione protettiva nei confronti dei cromosomi. Le cellule quindi non riescono più a riprodursi correttamente, invecchiano e muoiono. Alla base del processo c'è un enzima (la telomerasi, scoperta nel 1985 all'università di Berkeley). Ogni volta che una cellula si duplica rimette una sequenza di telomeri. Quando ha dato fondo alle sue sequenze muore. La telomerasi può scongiurare questo destino sintetizzando (duplicando) sempre nuove sequenze telomeriche. Purtroppo nelle cellule somatiche l'attività telomerasica tende a scomparire e questo sembra provocare il fenomeno dell'accorciamento delle estremità dei cromosomi che sembra correlato all'invecchiamento.
Quando il telomero finisce, la cellula muore o prende la via dell'apoptosi (ciò lega la teoria dei telomeri anche al cancro) a causa di molecole come la proteina p53. Per garantire un efficace ricambio cellulare, in ogni caso, in molti tessuti dell'organismo sono presenti cellule staminali, che mantengono la corretta lunghezza dei telomeri attraverso la presenza di telomerasi attive.
Questa teoria lascerebbe poco spazio alle difese che l'individuo può attuare contro il suo orologio biologico: solo l'ingegneria genetica potrebbe modificare le cose. Infatti alcune ricerche hanno dimostrato che in alcuni casi è possibile attivare la telomerasi o bloccarla  e, conseguentemente, fermare l'orologio cellulare.
Nel 1996 la clonazione della pecora Dolly mise in allarme gli studiosi che erano alla ricerca dell'elisir dell'eterna giovinezza: la pecora era nata "vecchia", simile alla madre da cui era sta clonata. Per fortuna, quattro anni più tardi, si è visto che le cellule di sei vitelli clonati nel centro di ricerca dell'Advanced Cell Technology di Worcester (Massachusetts) erano più giovani di quelle da cui erano stati clonati: analizzando i loro telomeri si è visto che erano più lunghi rispetto a quelli dei soggetti di partenza.
Nel 2003 i ricercatori hanno scoperto che nell'uccello delle tempeste codaforcuta (Oceanodroma leucorhoa) i telomeri si estendono in maniera via via maggiore con l'invecchiamento dell'organismo.
Lo studio di Joeng (2004) prendeva in esame due insiemi di vermi (Caenorhabditis elegans), aventi come unica differenza la lunghezza dei telomeri; la ricerca ha dimostrato che l'estensione dei telomeri può allungare la vita. I vermi con i telomeri più lunghi hanno evidenziato un'aspettativa di vita mediamente superiore del 20%.
Tuttavia i limiti dell'ingegneria genetica riguardano il fatto che questi esperimenti sono stati fatti su specie sicuramente molto meno evolute di quella umana. Inoltre non è detto che ottenere singole cellule immortali corrisponda automaticamente ad avere organismi complessi immortali. In altre parole, la generalizzazione alla specie umana e all'intero organismo (corpo e mente) è un passaggio logico per niente scontato.
In ogni caso l'evento che ha accresciuto l'importanza della teoria dei telomeri è stato l'annuncio dell'università del Texas e della Geron Corporation (1998) di aver inserito la telomerasi in una cellula umana, ottenendo telomeri più lunghi e un rallentamento della senescenza cellulare.
Tale ricerca non è stata mai confermata da altri studi anche se nel 2006 la Geron Corporation ha annunciato lo studio di due farmaci in grado di attivare la telomerasi.
C'è da dire infine che secondo alcuni ricercatori lo svantaggio di tecniche genetiche o farmacologiche di estensione dei telomeri potrebbe essere l'aumentata probabilità di cancro.

IL COMMENTO


Dimmi che telomero hai...

test dei telomeriEntro fine 2011 sarà possibile conoscere lo stato dei propri telomeri grazie a un test della Life Lenght dal modico costo di 500 euro. Il 59% degli inglesi ha risposto negativamente alla domanda di impiego del test per conoscere il proprio grado di invecchiamento, ma è curioso che ben il 41% abbia apprezzato la notizia.
Il test rischia di essere una grande bufala per tutti coloro che lo useranno. Infatti la lunghezza dei telomeri è correlabile alla propria età biologica solo in età molto avanzata; se prendiamo un uomo di 30 anni la lunghezza dei telomeri non dice nulla su come e quando invecchierà perché ciò che più conta è la velocità con cui si accorceranno e questo dipende dal suo stile di vita. Si sa per esempio che lo sport allunga la vita di circa 10 anni proprio perché riduce l'accorciamento (usura) dei telomeri.
Inoltre, se si sa che chi ha i telomeri più corti del normale, nasce già vecchio, è tutto da dimostrare che chi li ha lunghi viva più a lungo perché potrebbe benissimo darsi che ci sia una ridondanza del tutto inutile per difenderci da altre cause di invecchiamento.
Poiché sono ovvie le implicazioni etiche del test, è opportuno quindi ribadire che non è affatto vero che la lunghezza dei telomeri dà l'invecchiamento del soggetto, ma che il parametro da considerare è la velocità con cui si accorciano, cosa che il test non può misurare perché non può predire il futuro. Certo può dirci che i telomeri di Tizio sono talmente corti che la sua età biologica è di 80 anni, ma si possono tranquillamente risparmiare 500 euro guardando Tizio (o, se proprio siete sadici, facendogli fare gratuitamente il test del moribondo).

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