I trigliceridi
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I
trigliceridi sono gli esteri (cioè i prodotti di una
reazione fra un alcol e un acido) del glicerolo (comunemente, glicerina) e
di acidi grassi a catena lunga; a seconda del numero di molecole con le
quali la glicerina si esterifica, si ha la formazione di monogliceridi,
digliceridi e, appunto, trigliceridi (noti anche come triacilgliceroli).Si possono avere trigliceridi formati da tre acidi grassi uguali (trigliceridi semplici), da due acidi grassi uguali e uno diverso oppure, ed è il caso più comune, da tre acidi grassi diversi fra di loro; le ultime due tipologie sono chiamate trigliceridi misti.
Nell'uomo i trigliceridi costituiscono la maggior parte dei grassi (lipidi) assunti con la dieta e rappresentano la forma più concentrata di energia che viene immagazzinata nel tessuto adiposo per il successivo utilizzo. Sono insolubili in acqua e la loro sintesi avviene nell'intestino, nel fegato, nel tessuto adiposo, nei reni, nelle ghiandole mammarie e nei muscoli.
La trigliceridemia
I fattori che condizionano la trigliceridemia, ovvero la quota dei trigliceridi presenti nel sangue, sono due:- l'apporto lipidico alimentare;
- la velocità con la quale i lipidi vengono sottratti al sangue dal fegato e dal tessuto adiposo.
Prima del prelievo si consiglia di evitare il consumo di alcolici per 24 ore e di cibo per 12 ore (si dovrebbe assumere solo acqua); l'ultimo pasto prima del prelievo dovrà essere piuttosto leggero onde evitare un risultato falsato verso l'alto; inoltre è opportuno informare i sanitari preposti all'esame nel caso si stiano assumendo farmaci o sostanze che possono alterare i risultati sia verso l'alto (colestiramina, cortisonici, estrogeni, furosemide, miconazolo ecc.) che verso il basso (clorofibrati, eparina, niacina, vitamina C). L'esame va ripetuto nel caso in cui i valori riscontrati siano troppo elevati rispetto alla norma; in tale evenienza si dovrà osservare un digiuno di 15 ore anziché di 12.
Le principali patologie, sostanze o condizioni che determinano un aumento dei valori sono:
- alcolismo cronico con fegato grasso
- diabete mellito
- dieta troppo ricca in carboidrati (zuccheri) e lipidi (grassi)
- epatite virale
- farmaci (estrogeni, furosemide, contraccettivi, glucocorticoidi, betabloccanti, miconazolo ecc.)
- infarto miocardico
- iperlipemia familiare
- ipertiroidismo
- ipopituarismo
- ipotiroidismo
- malattia di Tangier
- ostruzione biliare
- uremia.
- farmaci (acido ascorbico, androgeni, eparina, niacina, steroidi anabolizzanti)
- insufficienza epatica
- iperparatiroidismo
- ipertiroidismo
- malattia di Tangier
- malnutrizione
- scarsa produzione di beta-lipoproteine.
Trigliceridi, stile di vita e sport
La monitorizzazione dei trigliceridi è oltremodo importante; è ormai da tempo universalmente riconosciuto che alti valori di trigliceridemia (sopra i 150 mg/dl) aumentano la probabilità di incidenti cardiovascolari (si legga a questo proposito il nostro articolo Colesterolo e trigliceridi: il piano salvacuore). I trigliceridi sono uno dei fattori che vengono presi in considerazione per stabilire se un soggetto è affetto da sindrome metabolica, una condizione clinica che si verifica quando sono presenti almeno tre dei valori di riferimento indicati sotto:- pressione arteriosa superiore a 85/135 mmHg.
- valore dei trigliceridi superiore a 150 mg/dl.
- colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl nella donna e inferiore a 40 mg/dl nell'uomo.
- glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl.
- circonferenza addominale superiore a 88 cm per le femmine e 102 per i maschi (conformazione a mela).
Dall'esame di un campione significativo di atleti di resistenza a tutti i livelli (quindi anche semplici amatori) è risultato evidente (Albanesi, 2000) che:
a) tutti gli atleti in peso forma hanno un valore compreso fra 40 e 70 mg/dl.
b) Atleti in leggero sovrappeso, ma definibili normali da un punto di vista generale del benessere hanno un valore compreso fra 70 e 110 mg/dl.
c) Oltre i 110 mg/dl in genere il soggetto è sovrappeso, ma nulla si può concludere dalla semplice analisi dei trigliceridi e si deve ricorrere ai metodi tradizionali.
Perché i punti sopraesposti sono importanti? Perché la misurazione del grasso corporeo è spesso difficile e approssimativa e la valutazione del semplice IMC è soggetta a errori quando il soggetto è muscoloso (per esempio un body builder o un atleta che pratica sport di potenza). Poiché non tutti possono eseguire una misurazione del grasso per problemi logistici e/o di costo (una bilancia impedenzometrica costa oltre 100 euro) e chi si ritiene muscoloso non apprezzerà i risultati forniti dall'analisi dell'IMC, oggi è disponibile un semplice test per vedere veramente se si è magri.
Il test dei trigliceridi - In sostanza il valore dei trigliceridi deve essere inferiore a 110; se è superiore siete sicuramente in sovrappeso o state seguendo un'alimentazione scorretta o siete affetti da dislipidemia patologica. Se è inferiore non è detto che il vostro peso sia corretto. Il test dei trigliceridi è una condizione necessaria, ma non sufficiente per il peso forma. Infatti alcune condizioni (anche patologiche come la tendenza ad avere una glicemia alta: gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso molto lentamente) possono alterarne il risultato. Il soggetto non deve essere a dieta, ma deve seguire la normale alimentazione. Una dieta in corso quando si effettua il test può abbassare fittiziamente i valori dei trigliceridi. Lo stesso risultato si ottiene se il soggetto segue un regime alimentare povero di grassi o se si sta sottoponendo a sforzi fisici molto pesanti e prolungati; in quest'ultimo caso il test dovrebbe essere eseguito dopo un riposo di almeno due giorni.
