La piramide alimentare
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Il significato raffigurativo della piramide - La piramide è
un solido geometrico più largo alla base che si restringe man mano che ci si
allontana da essa in verticale; anche chi non ha dimestichezza con la
geometria ricorderà sicuramente le piramidi egizie, dalla caratteristica
base quadrata e forma a punta. È proprio la forma di questo solido che viene
sfruttata per raffigurare il modello nutrizionale. Gli alimenti vengono
impilati nella piramide, e poiché la base è più grande della punta, come
conseguenza gli alimenti inseriti per primi (che finiscono sulla base
appunto) sono quelli privilegiati dalla dieta, di essi possono essere
assunte maggiori quantità. Man mano che gli alimenti salgono nella piramide,
la loro quantità diminuisce (il solido si restringe) e, di pari passo, cala
anche la loro importanza nel piano alimentare. Gli alimenti in cima sono
quelli che si devono consumare con più parsimonia, perché giudicati meno
consoni al mantenimento del peso ottimale o comunque alla conservazione di
un buon stato di salute. La piramide è una raffigurazione intuitiva e
semplice da comprendere: alla base ci sono i cibi da privilegiare, che sono
il fondamento dell'intero piano alimentare, man mano che si sale i cibi
perdono importanza e/o acquistano pericolosità. Leggendo la piramide e
identificando l'ordine con cui gli alimenti sono stati impilati al suo
interno, si identificano dei livelli della piramide e si capisce
immediatamente quali siano gli alimenti da preferire e quali siano quelli da
limitare. Raffigurare il tutto visivamente con la piramide aiuta a far
capire questa idea. Pertanto, i vari piani alimentari basati sulle piramidi
si differiscono in base a due punti fondamentali: - la disposizione degli alimenti lungo la piramide;
- indicazioni quantitative più o meno precise associate a ogni livello (del tipo "assumere tutti i giorni", oppure "assumere non più di X volte alla settimana).
Cibi buoni e non - Il primo difetto è senza dubbio quello di classificare arbitrariamente i cibi in "buoni" (quelli dei livelli bassi) e "meno buoni" (ci si allontana dalla base). Addirittura alcuni alimenti possono scomparire dalla piramide, nel senso che non vengono inseriti affatto, oppure sono fortemente limitati (quelli sulla punta). Spesso si esagera nel senso opposto: i cibi sulla base sono suggeriti "in quantità illimitata" o "a piacere".
Assenza di valutazioni quantitative - Inoltre, nelle varie proposte presenti in letteratura, tali modelli non incoraggiano una visione quantitativa dei piani nutrizionali: il più delle volte non prevedono il calcolo delle calorie o il peso delle porzioni, indicate spesso in modo generico (porzione, ciotola...).
Piani alimentari non personalizzati - Come diretta conseguenza del secondo punto, i piani alimentari che si basano sulle piramidi non partono dalle condizioni iniziali del soggetto (il suo fabbisogno quotidiano, il tipo di attività...). Quindi non sono proposte personalizzabili (un conto è l'alimentazione di un sedentario, altro quella di un maratoneta...).
Assenza
di una visione integrata - Nonostante la piramide alimentare sia un
modo di raffigurare le regole che dovrebbero governare la nostra assunzione
abituale del cibo, sono a volte propagandate come le soluzioni per
assicurare una vita ottimale anche sotto il profilo della salute. Il
messaggio classico è: seguite questa piramide alimentare ed eviterete le
patologie X, Y, Z. L'esempio più tipico è la
piramide alimentare della
dieta mediterranea, indicata come quella che mette al riparo da
patologie cardiovascolari. Questo messaggio è però troppo semplicistico, in
quanto un
corretto stile di vita non coinvolge solo l'alimentazione, ma anche
altri aspetti, primo fra tutti l'attività fisica. L'esercizio fisico
regolare è presente in alcuni modelli alimentari più recenti (ma dovremmo
chiamarli a questo punto modelli di stile di vita) ove compare a fianco
della piramide come indicazione aggiuntiva. Alcune versioni più
moderne, che hanno compreso l'importanza dello sport, indicano l'esercizio
fisico come uno dei livelli della piramide, hanno quindi una visione più
integrata (sport+alimentazione). In realtà, se
volessimo proporre un modello per migliorare la qualità della vita e
gestirla al meglio, non potremmo prescindere da un terzo aspetto (la
psiche), proponendo quindi una visione integrata dello stile di vita
(alimentazione+sport+psicologia), visione integrata molto lontana però dai
messaggi spesso associati alle varie piramidi. Si può quindi affermare che i modelli alimentari basati sulle piramidi s'ispirano a una visione dell'alimentazione obsoleta e poco rigorosa. I cibi di uno stesso livello della piramide sono considerati equivalenti, ma spesso le piramidi accorpano gli alimenti in modo troppo approssimativo (carne e pesce, tutti i tipi di frutta...). Eppure è ben diverso consumare un trancio di salmone piuttosto che una bistecca di pollo o scambiare una macedonia di fragole con un casco di banane! In altri termini, chi propone la piramide cerca di semplificare troppo le direttive e vuole evitare che le persone facciano lo sforzo di crearsi una vera coscienza alimentare.
Conclusioni - Proporre un modello alimentare basato sulle piramidi è comunque una soluzione riduttiva a prescindere da come è definita la piramide stessa. Si tratta di una classica soluzione-scorciatoia, facile da capire e applicare ma che non porta a una reale crescita delle conoscenze alimentari di chi la segue. E chi sceglie di non capire e di non apprendere su una materia così importante come l'alimentazione limita da sé le possibilità di migliorare la propria vita.
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