La dieta dell'astronauta
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In cosa consiste - La dieta dell'astronauta fa parte delle diete a basso contenuto di carboidrati. Il nome dieta a punti deriva dal fatto che a ogni alimento è assegnato un punteggio; ai grassi e alle proteine sono assegnati punteggi molto bassi, il che porta a privilegiare questi macronutrienti rispetto ai carboidrati. Si definisce infatti iperproteica e iperlipidica: la ripartizione è all'incirca 25% di proteine, 30% di carboidrati e 45% di lipidi. Si tratta sostanzialmente di una variante della dieta Atkins; da questa si differisce per una diminuzione dei grassi (nella dieta Atkins sono circa il 62%) e un aumento dei carboidrati (nella Atkins sono il 14%), tuttavia i carboidrati risultano comunque fortemente penalizzati e, in termini pratici, ciò corrisponde all'eliminazione pressoché completa di pane, pasta e cereali in genere. Frutta e patate sono invece fortemente limitati. L'alta percentuale di grassi si traduce in un consumo quasi libero di burro, salsiccia e formaggi grassi.
Cosa promette - Il calo di peso, peraltro non quantificato, si baserebbe sull'assunto, tipico delle diete iperproteiche e a basso contenuto di carboidrati, secondo il quale senza zuccheri il corpo non è in grado di immagazzinare il surplus calorico sotto forma di grassi.
Mantenimento - Nessun accenno a un regime di mantenimento. Punti deboli - Della dieta dell'astronauta si possono sottolineare molti lati negativi, tipici delle diete simili.
Ripartizione errata dei macronutrienti - Una percentuale di grassi intorno al 45% è decisamente elevata. Inoltre, l'apporto limitato di carboidrati è del tutto inconciliabile con un'attività fisica regolare e di buona intensità, quindi il regime alimentare, secondo la dieta italiana, è sicuramente incompatibile con un sano stile di vita.
Demonizza molti alimenti - Per il solo difetto di contenere troppo carboidrati penalizza la frutta e i cereali, oltre a escludere pane, pasta e cereali.
Non trasmette una coscienza alimentare - Il messaggio che trasmette questa dieta non propone una coscienza alimentare, ma si basa sulla demonizzazione degli zuccheri, tipica di molte diete (dieta a Zona, Atkins, e in generale tutte le diete iperproteiche).
Punti di forza - È veramente difficile trovare punti di forza in questa dieta, se non piccoli particolari apprezzabili, come l'esclusione di sale e bibite dolcificate. A prescindere dai suoi molti punti deboli, ha il merito di ribadire che i grassi non fanno di per sé ingrassare perché sono meno metabolizzati se ci sono meno carboidrati.
Esercizio fisico - Nelle indicazioni generali, non si pone attenzione all'esercizio fisico come parte integrante del regime dietetico. Come tutte le diete a basso apporto di carboidrati, mal si concilia con un'attività fisica di buona o elevata intensità.
Commento finale - Si tratta di una dieta fortemente sbilanciata, difficilmente sostenibile sul lungo periodo.
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