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La dieta per l'ipertensione arteriosa
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Come
spiegato nell'articolo a essa dedicato, l'ipertensione
arteriosa
è una patologia salutisticamente preoccupante; essa può essere un sintomo di
uno stato patologico, come nelle malattie cardiovascolari o endocrine (ipertensione
secondaria), o può essere una patologia indipendente di cui non si
conoscono le cause (ipertensione essenziale
o primaria). L'ipertensione arteriosa può causare danni in diversi
organi (cervello, cuore, reni ecc.). Molto spesso la cura è demandata alle
terapie farmacologiche. Questa scelta non sembra essere sempre corretta in
quanto, molte volte, per la cura di tale patologia potrebbe essere
sufficiente una sterzata, in senso positivo, del proprio stile di vita.
Come ricordato nell'articolo citato all'inizio, i fattori eliminare,
prima di ricorrere ai farmaci, sono:
Uno dei primi consigli che vengono dati al paziente iperteso è quello di ridurre l'apporto di sodio. Si deve premettere che il ruolo che il sodio gioca nell'ipertensione non è ancora stato definito con chiarezza, ma il consiglio di moderarne l'apporto è da ritenersi comunque valido. A questo proposito consigliamo di leggere le indicazioni riportate nel nostro articolo La dieta per la ritenzione idrica. Considerazioni sul ruolo del sale a parte, il consiglio che possiamo dare a coloro che soffrono di ipertensione è molto semplice: si seguano le linee guida della dieta italiana. Come spesso ribadiamo, non c'è bisogno di demonizzare alcun cibo (eccezion fatta per quegli alimenti che contengono grassi trans come, per esempio, la margarina e grassi e oli parzialmente o totalmente idrogenati), l'importante è assicurare al nostro organismo la corretta ripartizione giornaliera dei macronutrienti che per la dieta italiana è la seguente: carboidrati: minimo 45%, proteine: minimo 15%, grassi: minimo 25%. Il restante 15% deve essere personalizzato in base al grado di sedentarietà del soggetto. Determinati alimenti (burro, olio e zucchero) devono essere usati con moderazione, altri sono sconsigliati (i cibi con zucchero aggiunto che abbiano un'alternativa senza zucchero). È sicuramente raccomandata un'assoluta moderazione nel consumo di alcolici e superalcolici in quanto è stato ormai dimostrato il ruolo positivo che una restrizione in questo senso gioca nella diminuzione dei valori pressori sia sistolici che diastolici. Per approfondimenti sull'argomento alcol, rimandiamo ai vari articoli che lo trattano (Il vino, L'indice alcolico, L'OMS contro il vino).È importante poi includere nella dieta tutti quegli alimenti che hanno un alto indice di sazietà come per esempio la frutta e la verdura. Può essere utile inoltre orientarsi verso uno stile culinario più sobrio, moderando quindi le fritture e gli arrosti (si preferiscano modalità di cottura più semplici come, per esempio, la cottura al vapore o ai ferri). Di seguito due brevi elenchi riassuntivi relativi ai cibi da assumere con moderazione e a quelli da preferire. Si moderi il consumo di:
Consiglio generale Ogni patologia minore può essere decisamente meglio gestita se il soggetto ha un buon stile di vita. L'alimentazione quindi è un'arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio. Per esempio, è decisamente inutile occuparsi di mangiare bene se poi si fuma, si ha una vita totalmente sedentaria, ci si concede troppo spesso agli alcolici ecc. |

Come
spiegato nell'articolo a essa dedicato, l'