La dieta in gravidanza
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La
gravidanza (anche gestazione o, più raramente,
gravidità) è una condizione fisiologica tipica del sesso femminile
che ha inizio con il concepimento e termina con il parto. In questo articolo
forniremo alcuni consigli in relazione alle modificazioni che la suddetta
condizione comporta a livello dietetico. È a tutti certamente noto il
vecchio detto popolare "in gravidanza si deve mangiare per due";
com'è facilmente intuibile, in questa affermazione non c'è niente di
scientifico, ma, sfortunatamente, ci sono persone che, ancora oggi, la
ritengono corretta e non è poi così raro vedere donne incinta che, nel giro
di poche settimane, hanno un aumento ponderale eccessivo, assolutamente
ingiustificato dal punto di vista medico. Attualmente si ritiene che
l'aumento di peso al termine della gestazione non debba superare gli 11-12
kg; il fabbisogno calorico quotidiano extra si aggira mediamente intorno
alle 300 kcal (dovrebbe essere più basso nei primi tre mesi per poi
aumentare nei sei mesi successivi). 300 kcal giornaliere sono un valore che
assolutamente non giustifica le "abbuffate" consigliate dalla tradizione. È
consigliato, durante il periodo gestazionale, un aumento della dose
giornaliera di minerali (soprattutto calcio, ferro e fosforo) e vitamine (A,
B6, B9, B12, C e D); un cenno particolare
va alla vitamina B9, nota più comunemente come
acido folico, la cui integrazione, nella misura di 0,5-0,8 mg al giorno,
dovrebbe iniziare almeno 90 giorni prima della gravidanza e proseguire
inalterata nei 90 giorni successivi; un'integrazione del genere riduce
significativamente (si parla di una percentuale vicina al 70%) il rischio di
avere un figlio con un difetto di chiusura del tubo neurale (la cosiddetta
spina bifida). L'eventuale integrazione di vitamina A deve essere fatta
solo dietro prescrizione del medico curante in quanto un eccesso di
assunzione di tale vitamina può avere effetti teratogeni (gli agenti
teratogeni possono essere causa di malformazioni fetali). In linea generale è quindi possibile affermare che
la donna in gravidanza deve alimentarsi normalmente considerando un surplus calorico giornaliero di circa 250-300 kcal.
È assolutamente sconsigliato saltare i pasti e abbuffarsi poi nel tentativo di "recuperare".Igiene
Vi sono però alcuni alimenti che, data la nuova e particolare condizione della donna, sono da evitare o da assumere con una certa moderazione. A causa del rischio di toxoplasmosi (per approfondimenti rimandiamo al nostro articolo Toxoplasmosi), patologia per la quale non esiste attualmente un vaccino, di listeriosi e di altre forme batteriche si consiglia di:- mangiare la carne ben cotta (almeno a 70 °C; quindi evitare la carne fresca)
- evitare gli insaccati artigianali (quelli industriali sono molto controllati)
- lavare accuratamente la frutta e la verdura
- maneggiare carne cruda e verdure usando degli appositi guanti
- non mangiare formaggi molli se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato
- non mangiare pesce affumicato, a meno che non sia inscatolato in forme che non deperiscono a breve scadenza.
Stile di vita
È consigliabile escludere dalla dieta gli alcolici e i superalcolici mentre il consumo di caffè, data la presenza di caffeina, dovrebbe essere limitato a una tazzina al giorno (massimo due se non si consumano altre bevande contenenti caffeina quali, per esempio, il tè o la Coca Cola); sono poi da evitare nella maniera più assoluta i prodotti a base di sostanze quali amfetamine ed efedrina. Si evitino quegli alimenti che possono causare gonfiore addominale e meteorismo (si consulti a tale proposito il nostro articolo La dieta per il meteorismo), si limitino al massimo le pietanze troppo elaborate, i cibi fritti (sono più difficili da digerire e si rischia un introito eccessivo di calorie) e le uova crude e si riduca, nei limiti del possibile, l'apporto di sale onde evitare un eccesso di ritenzione idrica. Il pesce può essere consumato tranquillamente anche se alcune fonti consigliano una certa moderazione nel consumo di pesce spada, spigola, squalo e tonno. Il consumo di fibre deve rimanere elevato; non è necessaria un'integrazione, è sufficiente l'apporto derivante da una corretta alimentazione; un elenco di alimenti ricchi di fibre è presente nel nostro articolo sull'indice di fibra. Una raccomandazione che ci sentiamo di fare, pur non essendo di tipo dietetico, è quella relativa al fumo di sigaretta: l'abolizione del fumo è uno dei capisaldi di un buon stile di vita e, se il consiglio di smettere di fumare è valido per tutti, riveste una particolare importanza nella donna in attesa di un figlio.Per ulteriori approfondimenti sull'argomento gravidanza consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
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