La dieta per la diverticolite e la diverticolosi
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Purtroppo la diverticolite e la diverticolosi (come altre patologie, per esempio la sindrome del colon irritabile) hanno foraggiato e continuano a foraggiare le speranze di tutti coloro che sostengono le intolleranze alimentari. Infatti l'eliminazione di molti cibi può portare a un miglioramento dello stato del soggetto (che magari soffre, senza saperlo, di una forma lieve di diverticolosi), ma la causa non è l'intolleranza alimentare quanto una situazione gastro-intestinale che non riesce a gestire l'alimento. Tant'è che di uno stesso alimento possono esistere forme gestibili (ricche di fibre) e altre no.
In genere è consigliabile abbinare la scelta degli alimenti a un regime che controlli il sovrappeso. Infatti si sarà naturalmente condotti a scegliere cibi corretti (ricchi di fibre) per poter rispettare il vincolo delle calorie giornaliere. Inoltre si deve evitare una vita sedentaria che appesantisce inutilmente la funzione intestinale. Sulla dieta per la diverticolite e la diverticolosi si trovano indicazioni spesso contraddittorie, dovute sostanzialmente a due fattori:
- la vecchia teoria bocciava l'uso di fibre nella dieta, mentre oggi si è ribaltata la situazione;
- durante le fase acuta è opportuno evitare l'impiego di cibi ad alto contenuto di fibre.
In generale è opportuno che il singolo pasto non sia troppo ricco di
alimenti "pesanti" perché di solito sono molto sazianti con scarso volume e
ciò implica automaticamente un basso assorbimento di fibre per pasto. Per il
resto c'è massima libertà nello scegliere le fibre: alcuni
scelgono cibi integrali, altri corn flakes, altri preferiscono orientarsi a
frutta e verdura (dividere la frutta e la verdura in cibi buoni e in cibi
cattivi a seconda del contenuto di fibre non ha senso a meno che il soggetto
non insista sempre sugli stessi alimenti: consideriamo che molto spesso il
contenuto in fibre dipende anche dalla varietà del frutto), altri infine
usano crusca in pillole (la scelta peggiore perché significa che ci si
alimenta comunque male). Importante è che durante ogni singolo pasto
ci sia un quantitativo minimo di fibre. Il consiglio di
bere un po' più del dovuto
(stimolo della sete) può essere un valido coadiuvante. La strategia migliore
(coscienza alimentare) è che il soggetto: - si acculturi sui cibi ricchi di fibre;
- applichi tale cultura in base al suo fabbisogno calorico in ragione di 20 g di fibre al giorno.
- formaggi e salumi grassi
- cibi piccanti e/o speziati
- piatti elaborati (fritti)
- bevande alcoliche e superalcoliche
- bevande gassate
- dolci elaborati.
Consiglio generale
Ogni patologia minore può essere decisamente meglio gestita se il soggetto ha un buon stile di vita. L'alimentazione quindi è un'arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio. Per esempio, è decisamente inutile occuparsi di mangiare bene se poi si fuma, si ha una vita totalmente sedentaria, ci si concede troppo spesso agli alcolici ecc. Consiglia l'articolo su Google, clicca
