Il manuale completo dell'alimentazione
La dieta per la cellulite
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Come spiegato in un articolo a parte, cellulite è un termine con il quale, impropriamente, si indica lo stato del tessuto connettivo tipico nella donna sovrappeso o iperfollicolinica.
La causa di questo fastidioso inestetismo, che colpisce quasi esclusivamente e diffusamente le donne, è da attribuirsi alla presenza (talvolta contemporanea) di diversi fattori tra i quali ricordiamo:
  • disfunzioni ormonali
  • errate abitudini alimentari
  • fattori ereditari
  • problemi circolatori
  • sedentarietà
  • sovrappeso.
Le parti del corpo più colpite dalla cellulite sono le caviglie, le cosce, le ginocchia, i glutei e la parte interna delle braccia.
Una seria strategia anti-cellulite richiede generalmente che la persona compia una vera e propria sterzata nella gestione del proprio stile di vita; un corretto approccio dietetico è, nella stragrande maggioranza dei casi, un punto irrinunciabile di detta strategia; di seguito riportiamo quindi alcune indicazioni di carattere dietetico.
L'idratazione - Premesso che, come ci ricorda la regola 17 della dieta italiana, per un corretto equilibrio idrico è sufficiente bere quando si ha sete, può essere utile, qualora si soffra di cellulite, bere un po' di più del normale allo scopo di favorire maggiormente la diuresi; ricordiamo infatti che la ritenzione idrica è una delle concause del problema in questione.
dieta per la celluliteL'apporto di sodio
– Il sodio contenuto in svariati cibi e nel comune sale da cucina favorisce il fenomeno della summenzionata ritenzione idrica; appare quindi ovvio limitarne, per quanto possibile, l'apporto. Poiché la dose consigliata è coperta dal sale contenuto negli alimenti, la strategia migliore consiste nel non aggiungere sale a tavola. Per molti sarà difficile (all'inizio si possono utilizzare sali iposodici oppure insaporire i cibi con verdure come rucola o cipolle o usare spezie come rosmarino, basilico, origano ecc.), ma dopo qualche settimana ci si sarà abituati; contrariamente a una credenza comune, il salare gli alimenti non deriva da una stimolazione dovuta a carenza di sodio, ma semplicemente da una scelta gustativa. Si limiti inoltre il consumo di quegli alimenti particolarmente ricchi di sodio (salumi insaccati e no, cibi sotto sale ecc.). Una buona strategia può consistere nel consumare cibi particolarmente ricchi di potassio (minerale che svolge un'azione diuretica) e poveri di sodio.
Cibi da assumere con moderazione – Oltre a limitare l'assunzione di cibi caratterizzati da un elevato apporto di sodio può essere utile orientarsi verso uno stile culinario più sobrio; quindi, pur senza demonizzare niente, si moderi il consumo di cibi fritti o arrosto (si preferiscano modalità di cottura più semplici come, per esempio, la cottura al vapore o ai ferri), carni grasse, formaggi grassi, pizza, cioccolato e dolciumi in genere, bevande gassate, alcolici e superalcolici.
Cibi da preferire – L'assunzione di frutta (agrumi, albicocche, ananas, angurie, banane, fragole, kiwi, meloni, pesche) e quella di verdura (asparagi, carciofi, carote, cavoli, cavolfiori, cetrioli, cipolla, finocchi, indivia, lattuga, lenticchie patate, peperoni, piselli, pomodori, radicchio, sedano) sono raccomandate; alcuni dei cibi menzionati infatti sono ricchi di potassio e poveri di sodio, altri hanno proprietà diuretiche più spiccate rispetto ad altri alimenti senza contare il buon apporto di vitamina C. Non vi sono poi controindicazioni nel consumo di formaggi freschi, pasta, pane integrale, carni bianche, carni rosse magre e pesci magri, yogurt magri (ovviamente entro i limiti del corretto fabbisogno calorico!).

Consiglio generale

Ogni patologia minore può essere decisamente meglio gestita se il soggetto ha un buon stile di vita. L'alimentazione quindi è un'arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio. Per esempio, è decisamente inutile occuparsi di mangiare bene se poi si fuma, si ha una vita totalmente sedentaria, ci si concede troppo spesso agli alcolici ecc.


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