Regione: Lazio
Chef: Davide Cicciotti

Per 3 persone (425 kcal a porzione)
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Preparazione
In una padella con fondo antiaderente far ammorbidire la cipolla tagliata molto fine in un poco di acqua, aggiungere i piselli freschi o surgelati, coprire e cuocere a fuoco lento aggiungendo un cucchiaio di acqua alla volta se tende ad asciugarsi troppo. A un minuto dalla cottura aggiungere il prosciutto privato del grasso visibile e tagliato a striscioline sottili. In una terrina sbattere le uova (un uovo intero e un albume) con metà del parmigiano e un pizzico di sale. Nel frattempo lessare le fettuccine in acqua bollente salata, scolarle al dente e unirle al condimento di piselli insaporendo per qualche istante. Spegnere il fuoco e unire le uova sbattute che formeranno una crema solo con il calore della pasta. Aggiungere il resto del parmigiano, il pepe e servire preferibilmente in piatti preriscaldati.
Note
Questo è un piatto che originariamente ha molte calorie, quindi per abbassare la densità calorica è necessario unire una notevole quantità di cipolle, queste dovranno essere preferibilmente bianche in quanto più delicate. Per il condimento è necessario utilizzare due albumi e un tuorlo di uova non troppo grandi. Utilizzare crudo di Parma o di San Daniele (senza conservanti sospetti) tagliato più sottilmente possibile e piselli non troppo piccoli (vanno bene i novelli) che farebbero perdere equilibrio al piatto rendendolo troppo dolce.
Un po' di storia
Questo piatto, tipicamente romano, variante della più conosciuta carbonara, nasce per caso intorno alla fine degli anni '30 all'interno del ristorante situato in zona Borgo che, all'epoca, forniva i pasti al Vaticano: l'allora Cardinale Eugenio Pacelli, che da lì a poco sarebbe diventato Papa, chiese al ristorante La Cisterna (questo è il nome del ristorante ancora esistente) un piatto un po' diverso dal solito, che rispettasse la tradizione romana, ma che fosse più leggero e delicato della solita carbonara (non a caso Papa Pio XII era notoriamente magro!). Il titolare del ristorante rielaborò il piatto e lo rese più delicato sostituendo la solita pancetta con il prosciutto crudo e il pecorino romano con il meno saporito Parmigiano Reggiano. I piselli furono aggiunti solo in seguito, probabilmente solo per una questione estetica del piatto, visto che la ricetta tradizionale vuole che questi legumi siano presenti solo in minima quantità.
L'evoluzione ASI della ricetta
Questa è la prima ricetta ASI della nuova sezione dedicata
ai piatti tipici regionali dove, ovviamente, tutti i vincoli di riduzione dei
tempi di cottura e di preparazione non possono essere rispettati come nelle
ricette nate normalmente tali. Proprio per questo abbiamo scelto un piatto che,
già di per sé, rispetta alcune caratteristiche fondamentali come la presenza
della verdura (anche se in questo caso vi sono i piselli che sono legumi) e di
una componente proteica (prosciutto, uova e formaggio).
Il punto critico della trasformazione ASI di questa ricetta è il
notevole apporto calorico del piatto tradizionale che, in alcuni casi, raggiunge
le 700 kcal per porzione. Le uova e il formaggio, nonostante l'eliminazione di
un tuorlo e la riduzione al minimo del Parmigiano, tengono alta la densità
calorica e i piselli non aiutano (hanno circa 40 calorie in più rispetto alla
verdura). Di conseguenza abbiamo dovuto eliminare completamente il burro che
nella ricetta classica è presente in grande quantità per soffriggere la cipolla
e cuocere i piselli. Inoltre si deve ridurre al minimo il prosciutto, privandolo
anche del grasso visibile. Proprio per questo è necessario che sia tagliato
molto finemente, in tal modo sarà distribuito più omogeneamente nel piatto e la
resa sarà maggiore. L'intervento più importante è stato fatto infine sulla
quantità della cipolla, cosa che potrebbe far storcere il naso ai più
conservatori, ma se si usano cipolle con un sapore non troppo forte come quelle
bianche e le si tritano in modo sufficientemente fine, siamo certi che quasi non
le noterete.
Ogni piatto ASI in questa sezione avrà ovviamente acquistato alcuni pregi
rispetto alla ricetta di partenza, ma è altrettanto ovvio che alcune
caratteristiche più o meno importanti saranno andate perse. In questo caso siamo
stati fortunati perché, se si usano prodotti di buona qualità, il risultato
finale non sarà eccessivamente diverso da quello della ricetta madre. Abbiamo
guadagnato in calorie risparmiate (dalle 250 alle 300 kcal in meno per
porzione), l'indice di sazietà del piatto è molto alto e l'armonia dei sapori è
a prova di intenditore. In più, mancando la grande quantità di burro normalmente
usata, il piatto risulta essere molto più digeribile.
Gli aspetti negativi in questo caso sono quasi irrilevanti. Forse, chi non è
abituato a questo tipo di cucina dovrà fare uno sforzo iniziale per accettare
psicologicamente la maggiore quantità di piselli e di cipolla.




