Per sapere tutto sulla corsa
Il nordic walking
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Il nordic walking è un'attività che abbina la camminata a un allenamento delle braccia, sfruttando una tecnica simile a quella usata dagli sciatori di fondo. Rispetto alla corsa, si riducono (come nelle altre forme di walking) i traumatismi su bacino, ginocchia e piedi; rispetto al walking tradizionale, se fatto bene, consente di bruciare al massimo un 40% in più di calorie. L'inciso se fatto bene è d'obbligo perché l'esecuzione corretta richiede un pesante uso dei bastoncini, mentre spesso si vedono soggetti che praticano la camminata nordica portarsi semplicemente a spasso i loro attrezzi.
La tecnica dovrebbe invece implementare il movimento diagonale utilizzando in modo adeguato i bastoncini: il movimento alternato di braccia e gambe e la spinta efficace con il bastoncino hanno lo scopo di aumentare la lunghezza del passo, senza forzature, con naturalezza.
Consigliato a chi è in forte sovrappeso o a chi ha gravi (e sottolineo il gravi) problemi ortopedici, sicuramente non è in grado di modificare decisamente il nostro fisico, rientrando più nelle discipline legate al fitness (che dà una sensazione temporanea e soggettiva di benessere) che nello sport vero e proprio.
Spesso che sceglie il nordic walking ha già una personalità orientata al low training; ho sottoposto al test del moribondo un paio di amici che praticavano entusiasticamente il nordic walking da un paio di anni. Con loro enorme sorpresa, nell'ora prevista dal test, non sono riusciti a superare gli 8,7 km! Certo una coppia non fa testo, ma questi erano veramente convinti di essere dei "grandi sportivi".

Per gli atleti infortunati?

nordic walkingHo ricevuto diverse indicazioni per usare il nordic walking o altre discipline simili come supporto a runner infortunati. Penso che tali indicazioni servano a tacitare la coscienza di sportivi troppo ansiosi (devo pur fare qualcosa per non perdere la forma).
In realtà, quanto più un atleta ha un ottimo grado di allenamento, tanto più le discipline che possono rientrare nel low training non servono a sopperire le normali sedute del suo sport. È illusorio sperare che impegnandosi molto in una camminata nordica, il maratoneta amatore che corre per 42 km a 12 km/h possa mantenere una parte significativa del suo grado di allenamento. Ricordatevi uno dei principi cardine dell'allenamento:

se lo sforzo non è fisiologicamente simile (quantità, qualità, frequenza ecc.) a quello che si compie nel proprio sport, non è allenante.

Chi è infortunato non butti via tempo, illudendosi che facendo discipline soft possa mantenere un buon allenamento. Spesso è equivalente a non fare nulla. Quindi, se siete infortunati e non potete scegliere un "vero" sport alternativo (come il ciclismo per la corsa), mettetevi il cuore in pace. Vi conforti che, se siete perfettamente guariti,

riprendendo da zero, in genere per tornare al top, ci si mette al massimo un tempo doppio rispetto al periodo di stop.



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