Il fondo medio
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La fisiologia - La precedente definizione è squisitamente pratica; dal punto di vista fisiologico, la corsa a ritmo medio è una corsa con intensità superiore all'80% del massimo consumo d'ossigeno, abbastanza prossima alla velocità della soglia anaerobica. Infatti, classicamente, la velocità a cui correre il medio è una velocità più lenta di circa il 10% di quella della soglia (consiglio più complesso della precedente definizione pratica perché pochi atleti conoscono con precisione la loro soglia). Anche in questo caso la distanza prevista è di 10 km.
Dal punto di vista fisiologico l'effetto principale della corsa media è:
l'aumento della capacità aerobica.
Il medio agisce anche sul massimo consumo di ossigeno (in quanto allena la gittata cardiaca) e sulla soglia anaerobica (se è più corto di 10 km) e sulla resistenza aerobica (se è più lungo).Vengono toccate solo marginalmente le capacità anaerobiche del soggetto perché durante il medio la concentrazione di acido lattico rimane costante e tende a salire solo nel finale.
A chi serve - Da quanto detto, il medio è perciò l'allenamento fondamentale per chi si dedica a gare dai 10 km alla mezza maratona dove la SAN e la CAE sono le grandezze fondamentali. Per chi si dedica a distanze più corte (5000 m) o più lunghe (maratona) è opportuno variarne la lunghezza standard (10 km) in base ai parametri sottospecificati.
La lunghezza
Come detto è classicamente di 10 km; ciò vale soprattutto per coloro che preparano tale distanza; per le altre distanze vale la tabella sottostante. Il valore superiore dell'intervallo vale per atleti spiccatamente aerobici.| Distanza | Lunghezza fondo medio in km (max) |
| 5000 m | 7-10 |
| 10000 m | 10-14 |
| Mezza maratona | 10-18 |
| Maratona | 20-28 |
La velocità
Esistono molti modi di definire il ritmo del fondo medio.- La respirazione - Il fondo medio viene definito come la massima velocità alla quale si può parlare a tratti (cioè si riesce abbastanza facilmente a parlare, ma non in modo continuo). Come le altre definizioni basate sulla respirazione, è profondamente sbagliata perché coinvolge la psicologia dell'atleta (alcuni atleti nelle sedute di medio non parlano semplicemente perché sono... troppo concentrati!) nella definizione del ritmo.
- 85% di FCMAX - Una migliore soluzione è costituita dal riferimento alle pulsazioni e si potrebbe definire la corsa media come quella corsa all'85% della propria frequenza cardiaca massima.
- Il valore del fondo lento - È a mio avviso il modo più semplice e preciso: il medio va corso l'8% più veloce della velocità del proprio fondo lento; per gli amatori che corrono il fondo lento fra i 4 e i 5'/km il fondo medio è di circa 20-25"/km più veloce.
Un maratoneta che esegue un medio di 25 km a quanto deve correrlo? Se il ritmo del suo fondo lento è di 4'20"/km, il medio su 10 km dovrebbe correrlo (togliendo l'8%) a 3'59"2, cioè a 4'/km circa (mai diventare maniaci per qualche decimo!); quindi il medio di 25 km lo correrà a 4'15"/km.
La corsa lunga svelta - Pizzolato la definisce come una corsa a metà fra il ritmo del lento e quello del medio; io preferisco semplicemente ritenerla un medio più lungo corso a velocità inferiore. I motivi sono essenzialmente due:
- la corsa lunga svelta ha una sua ottima finalità soprattutto per il maratoneta, mentre per il classico mezzofondista veloce (5-10 km) è di difficile utilizzo pratico.
- Il termine "svelta" porta spesso il runner a interpretare troppo brillantemente la parte finale della prova, trasformandola in un progressivo, mentre il termine "media" indica che comunque l'allenamento va corso a velocità costante.
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