La maratona: i grandi interpreti
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in
Dopo
la prima
maratona disputata alle Olimpiadi del 1896, altre si
susseguirono, sia nell'ambito dei giochi olimpici sia organizzate al di
fuori di essi, primo esempio delle competizioni oggi diffuse in moltissimi
paesi del mondo. Non è possibile elencarli tutti, ma vale la pena ricordare
alcune edizioni significative per il riscontro cronometrico o la storia
interessante dei partecipanti. La seconda maratona olimpica degna di
menzione è quella di Londra, edizione del 1908. Pochi
giorni prima, nella cattedrale di St. Paul, Pierre de Coubertin aveva
pronunciato la famosa frase, secondo la quale "l'importante non è vincere,
ma prendere parte alla competizione"; certo non doveva essere di particolare
conforto per l'italiano Dorando Pietri (noto anche con il
nome di
Dorando Petri), che giunto per primo, fu squalificato sulla
linea del traguardo perché sorretto da un giudice nel momento in cui stava
per svenire. La maratona di Londra fu anche la prima che vide la distanza
"moderna" della maratona, ovvero 42 km e 195 m (o l'equivalente anglosassone
di 26 miglia e 385 iarde). La gara doveva partire dal castello di Windsor e
finire allo stadio Olimpico (26 miglia), ma fu allungata di 385 iarde in
modo che l'arrivo fosse proprio davanti al palco reale. Tuttavia occorre attendere il 1921 perché tale
distanza fosse adottata ufficialmente dalla
IAAF.
L'olimpiade del 1952 di Helsinki invece si ricorda nella storia delle maratone olimpiche per il grande protagonista, Emil Zatopek, che riuscì a vincere i 5000 m, i 10.000 m e la maratona, impresa mai più riuscita a nessun atleta. Zatopek impiegò nella maratona 2h23'03", un tempo già di tutto rispetto. L'allora record del mondo era del britannico James Peters (2h20'42"), che nell'occasione della maratona olimpica di Londra si era ritirato.
Otto anni dopo, nel 1960 a Roma, vinse Abebe Bikila, atleta etiope che correva scalzo: egli riuscì a battere di un solo secondo il primato del russo Popov (2h15'17"). Ma Bikila si superò ancora nel 1964 a Tokyo, correndo in un tempo di 2h12'11". Bikila fu l'unico maratoneta a vincere due edizioni olimpiche consecutive. Cominciarono anche a disputarsi i campionati del mondo, mentre la maratona aveva già preso piede in molte manifestazioni nelle città più importanti, come Chicago, Tokyo, e Boston che ospita la maratona fin dalla prima storica edizione del 1897. Alla maratona di Fukuoka del 1967 l'australiano Derek Clayton scese per primo sotto il muro delle due ore e dieci minuti (2h 09' 36"), divenendo il primo uomo a scendere sotto i cinque minuti al miglio. La stessa maratona, ben 14 anni dopo, vide la vittoria di un altro famoso australiano, Robert de Castella, che guadagnò "solo" un minuto e 16 secondi (2h08'18").
La
storia della maratona riserva anche delle sorprese, come la vittoria alla
maratona di Chicago del 1984 di uno sconosciuto, il britannico Steve Jones,
che nell'occasione ritoccò anche il primato mondiale con 2h08'05". Il 1999
vide invece il primo primato del mondo di un atleta africano, il marocchino
Khalid Khannouchi,
che vinse la maratona di Chicago (2h05'42"). Khannouchi riuscì di nuovo
nell'impresa tre anni più tardi, ritoccando il record di solo quattro
secondi, con l'attuale terza prestazione mondiale di sempre! (maratona di
Londra, 2h 05'38"). La storia della maratona si arricchisce negli ultimi
anni di atleti provenienti da discipline più "corte" (5000 e 10.000 in
pista) che decidono di confrontarsi con la distanza più lunga: è il caso di
Paul Tergat, che nella maratona di Berlino del settembre
2003 riuscì ad abbattere il clamoroso muro delle due ore e cinque minuti
(2h004'55"). Il tempo di Tergat era il primato del mondo, e al secondo posto
fu Sammy Korir, a solo un secondo di distacco dal primo!
Negli ultimi anni, tra gli italiani si sono distinti Stefano Baldini, campione olimpico ad Atene e con un record di 2h07'29" (maratona di Londra dell'aprile 2002), Giacomo Leone (vincitore a New York nel 1996 e con un record di 2h07'52", maratona di Otsu, aprile 2001) e Alberico di Cecco, vincitore della maratona di Roma del 2005 in 2h08'02".
Dopo
la prima
maratona disputata alle Olimpiadi del 1896, altre si
susseguirono, sia nell'ambito dei giochi olimpici sia organizzate al di
fuori di essi, primo esempio delle competizioni oggi diffuse in moltissimi
paesi del mondo. Non è possibile elencarli tutti, ma vale la pena ricordare
alcune edizioni significative per il riscontro cronometrico o la storia
interessante dei partecipanti. La seconda maratona olimpica degna di
menzione è quella di Londra, edizione del 1908. Pochi
giorni prima, nella cattedrale di St. Paul, Pierre de Coubertin aveva
pronunciato la famosa frase, secondo la quale "l'importante non è vincere,
ma prendere parte alla competizione"; certo non doveva essere di particolare
conforto per l'italiano Dorando Pietri (noto anche con il
nome di
Dorando Petri), che giunto per primo, fu squalificato sulla
linea del traguardo perché sorretto da un giudice nel momento in cui stava
per svenire. La maratona di Londra fu anche la prima che vide la distanza
"moderna" della maratona, ovvero 42 km e 195 m (o l'equivalente anglosassone
di 26 miglia e 385 iarde). La gara doveva partire dal castello di Windsor e
finire allo stadio Olimpico (26 miglia), ma fu allungata di 385 iarde in
modo che l'arrivo fosse proprio davanti al palco reale. Tuttavia occorre attendere il 1921 perché tale
distanza fosse adottata ufficialmente dalla
IAAF.L'olimpiade del 1952 di Helsinki invece si ricorda nella storia delle maratone olimpiche per il grande protagonista, Emil Zatopek, che riuscì a vincere i 5000 m, i 10.000 m e la maratona, impresa mai più riuscita a nessun atleta. Zatopek impiegò nella maratona 2h23'03", un tempo già di tutto rispetto. L'allora record del mondo era del britannico James Peters (2h20'42"), che nell'occasione della maratona olimpica di Londra si era ritirato.
Otto anni dopo, nel 1960 a Roma, vinse Abebe Bikila, atleta etiope che correva scalzo: egli riuscì a battere di un solo secondo il primato del russo Popov (2h15'17"). Ma Bikila si superò ancora nel 1964 a Tokyo, correndo in un tempo di 2h12'11". Bikila fu l'unico maratoneta a vincere due edizioni olimpiche consecutive. Cominciarono anche a disputarsi i campionati del mondo, mentre la maratona aveva già preso piede in molte manifestazioni nelle città più importanti, come Chicago, Tokyo, e Boston che ospita la maratona fin dalla prima storica edizione del 1897. Alla maratona di Fukuoka del 1967 l'australiano Derek Clayton scese per primo sotto il muro delle due ore e dieci minuti (2h 09' 36"), divenendo il primo uomo a scendere sotto i cinque minuti al miglio. La stessa maratona, ben 14 anni dopo, vide la vittoria di un altro famoso australiano, Robert de Castella, che guadagnò "solo" un minuto e 16 secondi (2h08'18").
La
storia della maratona riserva anche delle sorprese, come la vittoria alla
maratona di Chicago del 1984 di uno sconosciuto, il britannico Steve Jones,
che nell'occasione ritoccò anche il primato mondiale con 2h08'05". Il 1999
vide invece il primo primato del mondo di un atleta africano, il marocchino
Khalid Khannouchi,
che vinse la maratona di Chicago (2h05'42"). Khannouchi riuscì di nuovo
nell'impresa tre anni più tardi, ritoccando il record di solo quattro
secondi, con l'attuale terza prestazione mondiale di sempre! (maratona di
Londra, 2h 05'38"). La storia della maratona si arricchisce negli ultimi
anni di atleti provenienti da discipline più "corte" (5000 e 10.000 in
pista) che decidono di confrontarsi con la distanza più lunga: è il caso di
Paul Tergat, che nella maratona di Berlino del settembre
2003 riuscì ad abbattere il clamoroso muro delle due ore e cinque minuti
(2h004'55"). Il tempo di Tergat era il primato del mondo, e al secondo posto
fu Sammy Korir, a solo un secondo di distacco dal primo!Negli ultimi anni, tra gli italiani si sono distinti Stefano Baldini, campione olimpico ad Atene e con un record di 2h07'29" (maratona di Londra dell'aprile 2002), Giacomo Leone (vincitore a New York nel 1996 e con un record di 2h07'52", maratona di Otsu, aprile 2001) e Alberico di Cecco, vincitore della maratona di Roma del 2005 in 2h08'02".
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