Per prevenire e curare gli infortuni
Litrotissia (litotritore)
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fascite plantareLa litotrissia è la tecnica che utilizza il litotritore, uno strumento che genera onde d'urto acustiche ad alta energia. A differenza degli ultrasuoni non hanno andamento sinusoidale, ma sono impulsive e hanno ampiezza molto maggiore (500 bar contro 0,5). Se vengono applicate a una parte del corpo, il passaggio dell'onda d'urto attraverso ai tessuti ha caratteristiche che sono funzione dei tessuti stessi e, pur non essendo ancora completamente chiare le cause, oltre all'azione meccanica, sembra produrre una rigenerazione dei vasi nella zona investita.
I meccanismi di azione sono due: quello meccanico e quello dovuto alla cavitazione, cioè la formazione di bolle di vapore all'interno di un fluido sottoposto al passaggio di onde pressorie che si susseguono ad alta velocità. Nei tessuti molli la permeabilità di membrana si modifica e aumenta lo scambio ionico intracellulare. Il meccanismo è simile a quello di una frattura quando si ha per reazione una stimolazione alla produzione di tessuti ossei per il ripristino della situazione preesistente. L'aumentata capillarizzazione locale conseguenza del trattamento con onde d'urto provoca una rimozione dei fattori infiammatori. Da dati sperimentali i migliori risultati si ottengono nelle zone in cui si ha il passaggio da tessuti molli (tendini o muscoli) a tessuti duri (per esempio ossa).
Le onde d'urto erano già applicate negli anni '80 in nefrologia per la rottura di calcoli renali (litotrissia) e la loro conseguente emissione spontanea. In ambito ortopedico il litotritore ebbe la sua prima applicazione nel 1991.

Il litotritore funziona?

Se per le applicazione classiche (frantumazione dei calcoli) l'efficacia è indiscussa, in campo ortopedico dopo una fase di entusiasmo iniziale in cui il litotritore era consigliato in ogni patologia, attualmente si preferisce usarlo solo per l'azione meccanica, quindi in tutti quei casi in cui sono presenti calcificazioni.
Per l'applicazione su tessuti molli il traumatismo meccanico e il fatto che il trattamento non è indolore fanno preferire altre soluzioni.
Per ogni trattamento si applicano 1.500-2.000 colpi con una frequenza di 120-240 colpi al minuto per una durata quindi che è di dieci minuti circa. Il trattamento può essere doloroso e può essere indicata un'analgesia locale o per le pseudoartrosi anche una sedazione più generale. È controindicato in pazienti con disturbi della coagulazione, tenosinoviti infette, osteomieliti, portatori di pace maker, polineuropatie demielinizzanti, epilettici.


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