Il fondo lento
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La fisiologia - Dal punto di vista fisiologico gli effetti principali della corsa lenta sono:
- la diminuzione della frequenza cardiaca
- l'aumento della gittata cardiaca
- l'aumento della capillarizzazione
- l'aumento della differenza artero-venosa
- l'aumento del numero dei mitocondri nelle cellule
- il miglioramento della termoregolazione
- il miglioramento del sistema locomotore
- la trasformazione di una parte di fibre rapide in fibre lente.
I vantaggi – Sono molteplici e non vanno sottovalutati.- Durante la corsa lenta si può correre senza spiacevoli sensazioni di fatica.
- Il fondo lento serve per controllare il peso corporeo.
- È fondamentale per costruire la base organica su cui inserire allenamenti più qualitativi.
- Negli atleti evoluti rappresenta una delle componenti essenziali del bigiornaliero.
A chi serve - La corsa lenta è fondamentale:
a) per chi inizia come principiante, da altri sport o dopo un infortunio. Tali atleti devono costruirsi una resistenza aerobica sufficiente e un VO2max perlomeno discreto. Per tali atleti la corsa lenta è praticamente l'unico allenamento (100% dei km settimanali) del periodo iniziale.
b) In ogni periodo di costruzione (80-90% dei km settimanali) perché la capillarizzazione è l'unica caratteristica fisiologica a deallenamento molto lungo e ha quindi senso portarla a un massimo e sostenerla poi durante periodi più qualitativi con opportuni richiami.
c) Nel normale piano d'allenamento di un runner evoluto (70% dei km settimanali).
È invece un errore grossolano consigliarla come allenamento prioritario per chi è un po' avanti con gli anni: non allenando molte grandezze dell'atleta si rischia di deallenarlo, peggiorando ulteriormente lo scadimento delle prestazioni dovuto all'età. Se si pensa che a cinquant'anni l'unica corsa che ci si può permettere è la corsa lenta significa avere un'età psicologica di novant'anni!
La corsa rigenerante - Tranne che per gli atleti professionisti, non ha invece senso il concetto di corsa lenta come corsa rigenerante, corsa a ritmi blandissimi: a un amatore che si senta troppo stanco per affrontare una corsa lenta ai ritmi corretti (cioè il vero lento) conviene riposare o dedicarsi a una seduta "rigenerante" di uno sport alternativo che non solleciti la struttura muscolo-scheletrica (nuoto o ciclismo).
La lunghezza
Il fondo lento non supera mai una distanza che è funzione della gara che si sta preparando. Questo concetto è molto importante ed è stato già espresso molto chiaramente da altri (Pizzolato). Infatti è evidente che, al di là di considerazioni puramente metaboliche, esistono limitazioni meccaniche e psicologiche che sono funzioni della distanza a cui l'atleta si sta preparando. Poiché il lento non può essere per definizione particolarmente stressante, un atleta che prepara i 5000 m non potrà considerare "lento" un fondo di 18 km che lo impegna mentalmente e meccanicamente molto di più delle normali sedute del suo piano d'allenamento.Per quell'atleta sarà pertanto corretto considerare il fondo di 18 km come lunghissimo (mentre per un maratoneta sarebbe ovviamente assurdo). La tabella seguente può essere indicativa, soprattutto dal punto di vista psicologico. Il valore superiore dell'intervallo vale per atleti spiccatamente aerobici.
| Distanza | Lunghezza fondo lento in km (max) |
| 5000 m | 10-15 |
| 10000 m | 15-18 |
| Mezza maratona | 18-22 |
| Maratona | 22-30 |
La velocità
Esistono molti modi di definire il ritmo del fondo lento.- La respirazione - Il fondo lento viene definito come la massima velocità alla quale si può tranquillamente parlare. Questa definizione è profondamente sbagliata, anche se paradossalmente spesso coincide con il ritmo corretto. Infatti correla l'attitudine a "parlare" con il grado oggettivo di fatica stabilendone arbitrariamente un nesso causale. L'attitudine a conversare durante la corsa è una caratteristica personale e soprattutto dipende anche dalla motivazione a correre. Se l'atleta è motivato può conversare tranquillamente anche a ritmi piuttosto veloci, mentre se è "depresso" può giudicare faticoso il parlare ad andature molto modeste.
- 75% di FCMAX - Una migliore soluzione è costituita dal riferimento alle pulsazioni e si potrebbe definire la corsa lenta come quella corsa al 75% della propria frequenza cardiaca massima. Purtroppo la frequenza cardiaca massima non è facilmente individuabile (le classiche formule sono medie sulla popolazione e possono essere molto imprecise per il singolo soggetto) e il 75% di FCMAX non tiene conto che sommariamente di altre variabili come il riempimento delle scorte glicidiche del soggetto, il clima ecc.
- Il valore dell'atleta - Un discorso più preciso si ha relazionando il fondo lento al valore dell'atleta. Teoricamente questa è la soluzione migliore. In pratica ognuno di noi, in condizioni normali, dovrebbe correre il proprio fondo lento X secondi più lentamente del proprio valore attuale sui 10000. X varia da soggetto a soggetto, andando da 30" a 1' sopra al ritmo dei 10000.
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