Carboidrati e maratona
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Per la maratona è invece importante considerare l'aiuto che può dare un'integrazione glicidica, soprattutto per affrontare bene la parte finale della gara.
Le prime ricerche si focalizzarono sui tempi di svuotamento gastrico delle soluzioni di carboidrati.
- Secondo Costill e Saltin (1974) lo svuotamento gastrico è di 750 ml/h finché ci si mantiene attorno al 60% del VO2Max (massimo consumo di ossigeno). Poi decresce rapidamente a meno della metà (320 ml/h). Secondo Maughan (1994) tale riduzione si ha solo a partire dal 70-75% del VO2Max.
- Lo svuotamento gastrico è influenzato (Costill e Saltin, 1974) dalla temperatura della bevanda, a 40 °C la velocità dello svuotamento gastrico si riduce a un terzo rispetto a quella che abbiamo a 5 °C. Studi più recenti (McArthur e Feldman, 1989) mostrano che la temperatura ha un effetto decisamente minore e la convenienza a utilizzare bevande fresche si ha solo per la migliore appetibilità.
- La velocità di svuotamento gastrico si riduce all'aumentare della concentrazione del glucosio (Coyle, 1978) riducendosi a un decimo per concentrazioni attorno al 10%. Secondo altri autori (Owen, 1986; Rehrer, 1989, Maughan, 1991) tale velocità si ridurrebbe meno sensibilmente.
- La velocità di svuotamento aumenta quanta più acqua si ingerisce, detta velocità è massima quando si ingeriscono 2,4 l/h mentre si dimezza se l'acqua ingerita è pari a 1 l/h.
- La velocità di svuotamento gastrico è tanto maggiore quanto maggiore è la frequenza con cui si beve perché lo stomaco resta più pieno e disteso. Ciò rende meno importante la concentrazione di carboidrati nella bevanda. Per soluzioni fino al 18% si trova (Noakes, Rehrer, 1991) che non c'è molta differenza con l'acqua se dopo un'ingestione iniziale si assume il 65% della stessa quantità d'acqua, il 50% di una soluzione al 7% di carboidrati e il 25% di una soluzione al 18% di carboidrati sotto forma di rifornimenti ogni 10 minuti. In altri termini, più la soluzione è concentrata tanto meno si deve bere per avere lo stesso svuotamento gastrico, ma la quantità di carboidrati resta circa la stessa (infatti 50 ml di una soluzione al 7% danno 3,5 g di carboidrati, mentre 25 ml al 18% ne danno 4,5).
la variabilità individuale è notevole nei confronti dello svuotamento gastrico.
Questo spiega le contraddizioni di molte ricerche.
Inoltre è necessario considerare che:- la maratona si corre con uno sforzo decisamente superiore al 70% del VO2Max, ciò rende inutili molti dati a riposo o a basse intensità, vedasi punto (1).
- Non è possibile (soprattutto se la temperatura è bassa) assumere grandi quantità di acqua, per cui i punti (4) e (5) non sono facilmente sfruttabili. Sembra (Noakes) che il massimo volume che non provochi sensazioni spiacevoli sia compreso fra 500 e 800 ml per ora, con un'assunzione ogni 10 minuti (quindi attorno ai 100 ml). Personalmente ritengo tale quantità eccessiva quanto più l'atleta corre in condizioni ideali di temperatura e tenendo un ritmo elevato.
(6) sembra che con una strategia ottimale comunque non si possa assumere che una certa quantità di carboidrati per ora.
Una volta, svuotato lo stomaco, i carboidrati devono comunque essere ancora assorbiti dall'intestino tenue e devono arrivare ai muscoli. A questo punto sono da prendere in considerazione gli studi di Hawley e Bosch (1994) che sostengono che il fattore limitativo è la velocità con la quale il fegato rilascia il glucosio. Poiché tale velocità è di 1 g per minuto,(7) l'assunzione di più di 60 g di carboidrati all'ora non è di nessun aiuto
poiché il surplus di carboidrati non viene usato per l'esercizio, ma immagazzinato nel fegato. Infatti il nostro corpo ha un meccanismo di equilibrio che tende a mantenere la concentrazione di glucosio nel sangue attorno alle 5 mmol/l. Tale meccanismo funziona bilanciando il glucosio rilasciato dal fegato e quello usato dai muscoli. Durante l'esercizio prolungato (oltre 90 minuti) l'equilibrio si ottiene appunto quando la velocità di rilascio del glucosio da parte del fegato e il suo uso da parte dei muscoli è di 1 g al minuto.È questo il vero punto che ha bloccato le ricerche sulla quantità massima di carboidrati in relazione allo svuotamento gastrico. Tale fattore non è il collo di bottiglia del sistema che è invece rappresentato dal successivo assorbimento e disponibilità del glucosio che ha attraversato lo stomaco e arriva nell'intestino.
Vediamo cosa si sa su questo punto.
L'assorbimento dei carboidrati è in competizione con quello dell'acqua.
Infatti (Gisolfi, 1990) l'acqua è meglio assorbita con concentrazioni ipotoniche (poco concentrate), mentre i carboidrati sono meglio assorbiti con concentrazioni ipertoniche (molto concentrate).Purtroppo questi studi sono condotti in condizioni non di gara. Gli studi di Lambert (1996) dicono che
(8) durante l'esercizio fisico al massimo si riesce ad assorbire un l/h di liquidi.
Studi successivi (Marples, 2000) spiegarono perché il dato di Lambert deve considerarsi un massimo, visto che praticamente molti soggetti con un'integrazione di 0,6-0,8 l per ora hanno disturbi che praticamente limitano l'assorbimento. Marples identificò uno specifico portatore di acqua (acquaporina 1), che determina appunto questa capacità massima di assorbimento; atleti con deficit di acquaporina sono penalizzati nell'assorbimento idrico.Considerando anche le difficoltà pratiche nel bere durante la corsa, si può ritenere che in condizioni normali i limiti massimi fissati dalla (7) e dalla (8) possano essere dimezzati. Dalla (6) si deduce che
(9) ragionevolmente non è possibile assumere più di 30 g di carboidrati per ora (per esempio con mezzo litro di una soluzione al 6%).
Infatti- se l'atleta deve bere molto la bevanda deve avere una bassa concentrazione di carboidrati per consentire un rapido assorbimento dell'acqua.
- Se l'atleta deve bere poco, si può alzare la concentrazione, ma, vista la bassa quantità d'acqua, la quantità di carboidrati resta comunque limitata.
In commercio le prime due bevande ipotoniche (che presentano cioè una pressione osmotica inferiore a quella del plasma e vengono assorbite più rapidamente a livello intestinale) che ho esaminato contenevano l'una saccarosio e glucosio, l'altra fruttosio e maltodestrine. Come si vede il caos è totale e probabilmente deriva dal fatto che ognuno ha analizzato solo una parte del problema (transito nello stomaco, assorbimento intestinale, indice glicemico e meccanismo insulinico, interazione fra i vari tipi d'assorbimento ecc.).
Il consiglio pratico è di provare i vari prodotti che sono in commercio e fare una scelta personale circa i tre ultimi punti rimasti.
Mangiare in gara - Un'ultima osservazione. Da quanto detto dovrebbe risultare chiaro che mangiare cibi solidi in gara rivela una totale ignoranza di principi fisiologici che regolano l'assorbimento dei cibi quando l'organismo è impegnato in una prova di alta intensità. Se è così difficile assorbire acqua pura, figuriamoci una banana!
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