Il bigiornaliero
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Il secondo allenamento - In genere si tratta di un allenamento leggero, il classico fondo lento che è tanto più digerito quanto l'atleta (a prescindere dal valore) ha confidenza con i chilometri. Ci sono campioni (come lo spagnolo Viciosa) che all'inizio della loro carriera, pur ottenendo già risultati a livello nazionale, non erano in grado di reggere il bigiornaliero. Se pertanto preferite allenamenti di qualità a quelli di quantità il bigiornaliero non fa per voi.
Il tempo - Deve esserci il tempo per recuperare, sia dal punto di vista fisico, ma anche nervoso. Se vi allenate al mattino e lavorate duramente per otto ore, l'allenamento serale (anche se leggero) può rivelarsi un onere che psicologicamente svuota notevolmente. L'atleta professionista in genere recupera più velocemente perché utilizza l'intervallo come vera e propria pausa rigeneratrice.
L'entusiasmo - Leggendo il paragrafo precedente, si potrebbe pensare che in certe situazioni, come quando si è in ferie o in pensione (personalmente conosco diversi pensionati che, avendo molto tempo libero, svolgono due sedute al giorno!) sia logico provare il bigiornaliero. In realtà si rischia o di farsi prendere dall'euforia, esagerando e rovinando (cioè accorciando) periodi di massima forma, o di trasformare lentamente il singolo allenamento quotidiano valido qualitativamente in due allenamenti molto più poveri in qualità.
Il maratoneta - Molti atleti che preparano la maratona
pensano che correre 15 km al mattino e 20 al pomeriggio sia meglio che
correrne 30 in un'unica soluzione. Errore! I meccanismi energetici per
correre fino a 20 km non sono gli stessi di quelli che servono per correre
per 30 e oltre km. In particolare le sedute di lunghissimo servono per
abituare il corpo a bruciare i grassi; con due sedute di 15 km intervallate
da un pasto che consente un recupero delle scorte di glicogeno non si abitua
per nulla il metabolismo dei grassi, avendo il corpo sempre a disposizione
dei carboidrati. Il peso - Questo a mio avviso è l'unico parametro che giustifica il bigiornaliero in un atleta non professionista. Molto spesso l'allenamento di qualità è molto intenso, ma povero chilometricamente e un fisico ben allenato brucia relativamente poco. Può essere d'aiuto in certi periodi dell'anno associare qualche seduta di fondo lento per bruciare qualche centinaio di calorie in più. L'unico problema è che il fondo deve essere veramente lento ed è consigliabile effettuare la seduta con atleti che in genere sono molto più deboli per evitare di strafare. Non pensate che il bigiornaliero abbia altri effetti fisiologici notevoli: anche la tanto reclamizzata capillarizzazione non è un parametro che può crescere all'infinito e l'eventuale incremento ottenuto con il bigiornaliero non vale il rischio di un'aumentata probabilità di infortunio dovuta all'aumento dei chilometri.
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