Arnica montana
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I fiori, di colore giallo-arancione, ricordano l'aspetto delle margherite. Sia i fiori che le radici emanano un forte profumo aromatico che in alcuni soggetti può scatenare lo starnuto.
Le parti che vengono utilizzate a scopo medicamentoso sono in particolar modo i fiori e il rizoma; i primi vengono raccolti nel pieno della fioritura e successivamente seccati in luoghi freschi e aerati; il rizoma viene estratto nei mesi di settembre od ottobre ed essiccato mediante esposizione al sole.
All'arnica montana vengono attribuite numerose proprietà sia di tipo analgesico sia di tipo antiecchimotico sia di tipo antinfiammatorio. In erboristeria e in omeopatia viene tradizionalmente consigliata (sotto forma di olio, granuli, ovuli, compresse, pomata, fiale per iniezione, gocce ecc.) come rimedio per i tipici traumi degli sportivi (contusioni, distorsioni, dolenzia muscolare, ecchimosi, gonfiore da trauma, vesciche ecc.) e altre condizioni quali dolori reumatici, flebiti superficiali, punture di insetti ecc.; viene anche proposta come antidolorifico nella terapia del torcicollo. Alcune volte se ne consiglia la combinazione con altri preparati erboristici a base di calendula e iperico. In omeopatia viene consigliata in tutti quei disturbi che si aggravano tramite il contatto e l'immobilità e che invece trovano giovamento con il riposo in posizione sdraiata.
L'assunzione di arnica non è scevra da effetti collaterali; un iperdosaggio può provocare numerosi disturbi quali diarrea, ipotensione, irregolarità del battito cardiaco, miastenia, nausea, reazioni di tipo allergico e vomito. Si deve inoltre valutare con attenzione l'uso di arnica nel caso di utilizzo contemporaneo di altre sostanze quali, per esempio, l'acido acetilsalicilico, farmaci antinfluenzali, farmaci lassativi ecc.
L'arnica montana serve?
Per quanto ci si sforzi di dire o scrivere mirabilie relative all'uso di
arnica montana, a tutt'oggi non sono note ricerche scientifiche di una certa
serietà che provino che l'utilizzo dell'arnica montana dia risultati
concreti nella terapia dei numerosi disturbi per i quali viene consigliata.
L'elenco delle indicazioni all'uso dell'arnica non si limita certo ai disturbi elencati nel paragrafo relativo alle proprietà terapeutiche di tale pianta erbacea; secondo i propugnatori dei rimedi erboristici e omeopatici, le indicazioni sono molto più numerose (e, se ci viene permesso, anche molto pittoresche…). Vediamone alcune. L'arnica viene caldamente consigliata nei periodi di sovrallenamento atletico e di particolare surmenage fisico, per i crampi, dopo un'influenza, dopo il parto, dopo incidenti di qualsiasi genere (in special modo se accompagnati da sensazioni di spavento…), dopo interventi chirurgici; veramente curioso il fatto che l'arnica venga consigliata prima di un'anestesia dentistica…
La perla migliore che abbiamo trovato in rete è però il consiglio di utilizzarla dopo un infarto del miocardio; per meglio sostenere questa tesi ci si premura di informare che "il primo maratoneta sarebbe sopravvissuto se avesse avuto dell'arnica a disposizione". Quando riposeremo nei Campi Elisi, non mancheremo di rimproverare bonariamente il povero Filippide per la sciagurata dimenticanza. Considerando che fra gli effetti collaterali dell'arnica montana sono segnalate irregolarità del battito cardiaco e ipotensione, non ci sentiamo assolutamente di sottoscrivere tale indicazione.
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