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Alimentazione e sport
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Lo spunto a questo fondamentale articolo me lo ha dato un messaggio di Marco che riporto nella parte più interessante:
 
È da qualche tempo che mi chiedo se ci sia qualcosa che conviene mangiare e/o bere prima di fare sport al fine di integrare o potenziare le mie capacità fisiche senza però ricorrere a integratori specifici. Ora come ora ho l'abitudine di bere uno-due bicchieri di acqua e zucchero prima di praticare. Questa per esempio è una mia convinzione o è davvero utile per avere "più forze"? Inoltre la banana è un cibo che potrebbe essere utile consumare prima di ogni attività fisica? Pur non essendo la mia un attività da atleta ma da amatore.
 
Bisogna distinguere:

a) Sostanze che migliorano la prestazione perché variano parametri implicati nella prestazione, per esempio la forza muscolare o il trasporto dell'ossigeno. Nel caso del doping si può citare l'esempio degli anabolizzanti (che aumentano i muscoli) o quello dell'EPO (che aumenta il numero di globuli rossi e quindi il trasporto dell'ossigeno). Tutti questi parametri hanno bisogno di tempo per variare (per esempio il ciclo di formazione dei globuli rossi dura circa 7 giorni per cui un atleta ignorante che si iniettasse EPO dieci minuti prima della gara non risolverebbe nulla; idem per anabolizzanti, ormone della crescita ecc.). Non esiste nessun integratore o cibo che ragionevolmente possa migliorare questo aspetto. Basta una sana ed equilibrata alimentazione. Non hanno pregio le solite considerazioni del tipo che Tizio è arrivato all'oro olimpico seguendo il tal modello alimentare. Se si considerano i campioni olimpici e mondiali si scopre che seguono tanti modelli alimentari diversi. Ciò significa che basta non mangiare male e la classe salta fuori!

b) Sostanze che intervengono nei processi legati alla produzione di energia
. È su questo punto che giocano tanti integratori, supponendo una carenza della tal sostanza o della tal altra. Poiché le reazioni che producono energia coinvolgono centinaia di sostanze è ottimistico (per usare un termine non offensivo) sperare che, fornendo tanta sostanza X, si possa avere più energia. Perché X è legata a Y, Z, K, ecc.; se le sostanze Y, Z, K sono in quantità normale è inutile fornire X in megadose. È per questo motivo che gli integratori non funzionano. E non funzionano anche cibi specifici. Questo punto è importante perché rende evidente che l'alimentazione e l'integrazione sono importanti solo se c'è carenza accertata (come nel caso di una maratona corsa sotto il sole, dove c'è carenza accertata di acqua! Carenza che invece è solo supposta per una corsettina di 30' nel parco!). E le carenze sono molto rare perché in genere provocano sintomi che non consentono una prestazione sportiva (per esempio le carenze vitaminiche provocano patologie abbastanza gravi e riconoscibili). Assumere acqua e zucchero prima di una prova (a prescindere da considerazioni sul tipo di carboidrato assunto, lo zucchero) non può essere interessante (a parte l'effetto scaramantico) perché si dà per scontato che l'atleta arrivi con scorte di carboidrati (scorte che comunque non si possono aumentare oltre una certa quantità) sufficienti a sostenere per lo meno l'impegno di un'ora. Idem sulle banane: sono ricche di potassio, ma se il soggetto fosse carente di potassio avrebbe addirittura problemi cardiaci.
 
E allora perché la dieta italiana è importante? Perché rivoluziona il modo di pensare il rapporto fra alimentazione e sport. Se pensiamo anche alla considerazione finale del punto a), è chiaro che:

non si deve cercare cosa mangiare per andare più forte, ma cosa si deve evitare per non peggiorare il proprio stato fisico!

Quanti sono gli sportivi che prendono ottimisticamente integratori e poi non leggono le etichette dei cibi e scelgono per esempio quelli con grassi vegetali idrogenati o con margarina (e quelli con oli vegetali o grasso vegetale nelle prime posizioni). Sono sostanze che ingannano le membrane cellulari e provocano un peggioramento delle loro prestazioni. Poiché le membrane sono fondamentali nei processi fisiologici è chiaro che un atleta non può permettersi di mangiare a colazione biscotti contenenti margarina o farsi in un fast food patatine fritte con olio di colza raffinato e parzialmente idrogenato.


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