Correre
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Correre
è la rivista storica del podismo italiano. Da oltre 25 anni sulla breccia,
nel 2006 ha cambiato direzione, oggi affidata a Marco Sbernadori
(direttore editoriale), Orlando Pizzolato (direttore responsabile)
e
Daniele Menarini (Condirettore) e il numero Ottobre 2009 sarà il
numero 300!Quando Pizzolato mi aveva spiegato l'intenzione di allargare i contributi di Correre a tante altre firme, diversificando lo stile della rivista, mi sembrò un'ottima idea e accettai molto volentieri la sua proposta. Se su una rivista scrivono tante persone, che magari hanno anche visioni diverse della corsa, il lettore potrà veramente farsi un'opinione a 360 gradi e scegliere la strada più consona al suo sentire. Non a caso, nel sito ho coniato un termine (wellrunness) per indicare la mia concezione della corsa, orientata al vivere meglio e integrata con altri aspetti della qualità della vita.
Ho cioè sempre sostenuto che la corsa può essere interpretata in molti modi diversi e che una rivista come Correre deve, imparzialmente, cercare di dare voce e spazio a tutti, senza diventare l'organo ufficiale di una corrente o di poche persone. Il modo migliore di realizzare questo scopo è proprio quello di consentire a chi ha qualcosa di sensato da dire di farlo, aprendo un dibattito che non può che essere fruttuoso. Può darsi che all'interno dello stesso numero ci siano tesi non del tutto sovrapponibili, ma il lettore ha, spero, il cervello per decidere da sé quale sia la strada per lui più proficua.
Correre va proprio in questo senso con tanti articoli nuovi che invitano alla lettura. La qualità giornalistica (peraltro sempre notevole anche nella passata gestione) è rimasta altissima e, a mio avviso, il duo Pizzolato-Menarini sembra integrarsi alla perfezione ed è veramente molto appassionato in quello che fa.
Dal 2006 collaboro alla rivista (Rassegna stampa).
Spero che la mia collaborazione possa essere utile a Correre e alla corsa in generale, ma soprattutto che la gestione Pizzolato-Menarini possa riconciliare alcuni amici del sito con la parte cartacea del loro sport preferito.
Molti runner non leggono perché secondo loro "le riviste dicono sempre le stesse cose" (ma allora perché non proporre qualcosa di nuovo? Scrivete alla redazione di Correre). Dietro a questa posizione c'è del vero, ma io credo si nascondano anche diversi alibi: il risparmio di qualche euro al mese, la poca propensione a leggere e quella ancora minore a imparare e a riflettere, la presunzione di sapere già tutto ecc. A questi amici non posso certo far cambiare idea con poche righe. Li invito solo a considerare che la lettura è sempre indice di un approccio più razionale alla realtà perché le cose non basta intuirle o saperle a metà, ma occorre conoscerle in dettaglio, al 100%.
Per i più refrattari, una storiella. Anni fa, l'allora campione del mondo di scacchi, Anatolj Karpov, doveva tenere una presentazione in uno dei migliori Club italiani. Arrivai molto presto e lo trovai a un tavolo da gioco, con una decina di persone che lo osservavano. Aveva in mano un libro sui finali e stava analizzando sulla scacchiera una posizione che il libro riportava nelle prime pagine.
Dopo un po', qualcuno gli chiese perché analizzasse un finale da un libro che probabilmente conosceva a memoria. Karpov rimase con un pedone in mano, a mezz'aria, rifletté e poi rispose: "Chissà, si può sempre scoprire qualcosa…".
Un confronto con Runner's World
