Gli ultrasuoni
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L'ulteriore effetto delle onde acustiche che attraversano un sistema biologico è di tipo chimico: si modifica il pH e la permeabilità delle membrane cellulari, facilitando lo scambio e la migrazione di liquidi.
Modalità di applicazione - Esistono due tecniche: per contatto (con gli elettrodi, fissi o mobili, a contatto con la cute, eventualmente separati da un gel) o a immersione, particolarmente adatta quando le aree da trattare sono troppo piccole o dolenti: in questo secondo caso si immerge l'organo affetto dalla patologia in acqua a 37 gradi centigradi. Se la temperatura dell'acqua scende, si perde l'efficacia della terapia. I tempi di applicazione variano da 5 a 10 minuti per la modalità a contatto, e da 10 a 15 minuti per quella a immersione.
Tutti questi effetti microscopici sono fisicamente provati, ma la reale
efficacia degli ultrasuoni su casi reali di patologie tendinee, muscolari od
ossee, per infiammazioni, ematomi o fratture è legata a molteplici fattori
non sempre quantificabili, come il numero e la frequenza di applicazione, le
frequenze delle onde ultrasoniche in gioco, la correttezza della modalità di
applicazione. Viste la variabilità e l'aleatorietà di questi fattori (siamo
sicuri che la temperatura dell'acqua sia mantenuta costante per tutta la
durata del trattamento?), sembra ragionevole non aspettarsi
risultati qualitativamente eclatanti di guarigione; anche l'indice
di efficienza delle cure ortopediche con ultrasuoni è piuttosto basso,
il che sta a indicare che gli ultrasuoni sono una terapia soft che tende a
utilizzare l'effetto tempo per simulare
una guarigione.Campi di applicazione - Gli ultrasuoni sono usati essenzialmente per ridurre il dolore: possono essere utili in sciatalgie, nevriti, periartrite ed . Alcuni sostengono che possono avere un effetto curativo per disgregare le calcificazioni. Una ricerca del 1994 [1] ha mostrato qualche effetto nella riduzione dei tempi di recupero a seguito di fratture alla tibia, anche se il campione appare abbastanza limitato: 67 casi di fratture, 34 trattati con ultrasuoni e le rimanenti come gruppo di controllo. Il guadagno nel tempo di guarigione è stato stimato nell'ordine di quasi il 50%. I concetti esposti in questa ricerca sono stati recentemente riportati sulla stampa non specialistica, ma divulgativa, citando un non ben precisato articolo americano in cui il campione era decisamente più vasto (10.000 casi), anche qui confermando una diminuzione dei tempi di recupero dell'ordine del 38-40%.
NOTA - Ciò sembrerebbe contraddire quanto detto sopra sul basso indice di efficienza degli ultrasuoni. In realtà, se si leggono le ricerche, si scopre che gli ultrasuoni sono stati applicati per un tempo e una frequenza (numero di sedute per settimana) che è insperabile pensare che un paziente normale possa avere: per esempio nella ricerca il soggetto controllato subisce un trattamento per 2-3 ore al giorno tutti i giorni (a intervalli di 15'-20'), mentre il vostro fisioterapista vi propone tre sedute di un quarto d'ora alla settimana!
[1] JD Heckman, JP Ryaby, J McCabe, JJ Frey e RF Kilcoyne: "Acceleration of tibial fracture-healing by non-invasive, low-intensity pulsed ultrasound", The Journal of Bone and Joint Surgery, Vol 76, Issue 1 26-34, 1994.
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