La postura
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La teoria dell'adattamento
Tutti noi abbiamo la parte sinistra del corpo diversa da quella destra. Non solo per la lunghezza degli arti (possibile dismetria), ma anche per la differente conformazione di muscoli, ossa, tendini ecc. È abbastanza assurdo pensare di proporre per tutti un unico modo di gestire la propria postura. Esistono schemi generali che è possibile rispettare, ma non è possibile arrivare a livelli di dettaglio senza rapportarli al caso particolare.Va da sé che un buon osteopata potrà trovare una cattiva postura in un gran numero di soggetti, una piccola parte dei quali avrà sintomi. Sono i soggetti in cui gli adattamenti hanno prodotto squilibrio anziché equilibrio. Quindi, prima regola: pensare che un problema che "può" dipendere dalla postura, dipenda sicuramente da essa, è un esempio di quel delirio di onnipotenza che affligge spesso i terapeuti.
L'importanza della postura
Occorre fare un distinguo fondamentale fra situazioni patologiche non da
sovraccarico (non a caso, lo studio della postura è tanto più utile quanto
più grave è il problema) e situazioni di sovraccarico. Nel runner è ormai
certo che la stragrande maggioranza degli infortuni dipende da un
sovraccarico quantitativo o qualitativo.Nelle situazione di sovraccarico la correzione della postura (per esempio per aumentare la distanza critica) è solo una strategia ottimistica. Correggere una postura in uno sportivo adulto solo per minimizzare la probabilità di infortunio è il più delle volte inutile o addirittura dannoso.
Infatti il discorso regge in linea teorica per un bambino mentre per un adulto rischia di essere devastante. Per la teoria dell'adattamento, se si fanno correre tutte le persone nello stesso modo si rischiano danni evidenti. In altri termini, se per anni il runner si è adattato a gestire un carico X sul proprio corpo, può ridistribuirlo meglio, ma resta X. Vuol dire che, se scarica la schiena, magari è più caricato il ginocchio. Morale, il ginocchio, che non era abituato a quel carico, fa crac.
Occorre cioè capire cosa vuol dire applicare un carico a una struttura. Chi pensa di risolvere il problema si illude che basti scaricare la parte più sollecitata, dimenticando che lo scarico va a finire come carico da qualche altra parte. Poiché ognuno di noi è molto diverso morfologicamente, una determinata strategia può essere valida per alcuni e dannosa per altri.
Gli interventi utili
Per quanto detto sopra gli interventi utili sono quelli che non violentano il nostro naturale adattamento alla locomozione. Sono pertanto interventi importanti:- l'attenzione dei genitori alla postura dei figli. Quanto più il bambino viene corretto tempestivamente tanto migliori saranno i risultati.
- La scelta di un ottimo letto. Un terzo della nostra vita lo trascorriamo a letto e ciò consente di ottenere validi adattamenti anche a un adulto. I migliori materassi sono quelli in lattice a densità variabile in funzione dei pesi delle zone del nostro corpo.
- Per tutti i sedentari può essere utile imparare la corretta posizione da seduti; fondamentale è l'uso di sedie (poltrone) ergonomiche, imparando a sedersi in fondo alla sedia, appoggiandosi allo schienale.
- Mantenere un certo tono muscolare, flessibilità e elasticità, sia con esercizi (stretching e potenziamento), attività (yoga) e sport specifici (quelli non ripetitivi sono ottimali, circuit training, calcio, basket ecc.). È importante che il soggetto scelga la strategia che psicologicamente gli è più congeniale e che eviti comunque di esagerare nello sviluppo di un certo parametro.
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