La flessibilità della scarpa
Copyright by THEA 2006
Attualmente la scelta della scarpa da running è ancora qualcosa di prettamente soggettivo, senza validi criteri che possano aiutare in modo concreto, ma soprattutto certo.
Periodicamente sono stati proposti indici e caratteristiche che vogliono descriverla pienamente in modo da aiutare nella scelta.
Partendo dall'atleta:
- Peso
- Elasticità
- Appoggio (pronazione, supinazione)
- Arco plantare
- Velocità di corsa
- Tipo di sforzo (corsa lenta, gara ecc.)
- Peso della scarpa
- Ammortizzazione (secca, morbida)
Anche la forma dell'arco plantare è decisamente sovrastimata, visto che ci sono persone con stesse forme di arco che hanno comportamenti dinamici (cioè mentre corrono) completamente diversi.
Da ultimo il peso della scarpa. A causa delle nuove tecnologie un peso elevato non è affatto garanzia di miglior protezione, anzi, spesso è solo sintomo di materiali scadenti.
Poiché questi dati non sono ancora sufficienti ad arrivare a un consiglio univoco, nuovi concetti si affacciano all'orizzonte. In questo articolo parleremo della flessibilità della scarpa.
La flessibilità della scarpa è la proprietà di piegarsi prima dell'ultima fase di spinta.
Se usate una scarpa flessibile noterete che a fine spinta si piega
naturalmente per seguire senza resistenze il piede che spinge e si pone in
posizione verticale. In questa fase l'impressione deve essere quella di "non
sentire la scarpa"; scarpe poco flessibili danno invece l'impressione di
ostacolare il piegamento dell'arco sulla punta dei piedi. Un altro buon test
è la facilità di piegare la parte anteriore della scarpa semplicemente con
le mani.È abbastanza evidente che la flessibilità è fondamentale per la prestazione perché consente di ottimizzare la spinta. Analizzando scarpe da allenamento si scopre facilmente che in genere sono meno flessibili e ciò, oltre al maggior peso, spiega perché sono meno performanti in gara. È però fondamentale comprendere il tipo di penalizzazione che si può avere con scarpe poco flessibili.
Diciamo subito che la penalizzazione è massima per soggetti leggeri. Infatti in soggetti pesanti l'azione del peso corporeo tende naturalmente a piegare la scarpa, facilitando l'azione meccanica del piede. Se per un atleta di 80 kg una scarpa poco flessibile può far perdere al massimo 1"/km in una gara di 3000 m, per un soggetto molto leggero tale perdita può arrivare anche a 3-4"/km.
Da ultimo, la penalizzazione è anche sensibile in soggetti in cui eventuali fastidi cronici si manifestano nel momento della spinta del piede.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
