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La flessibilità della scarpa
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Ci siamo occupati in diversi articoli della scelta della scarpa:
Attualmente la scelta della scarpa da running è ancora qualcosa di prettamente soggettivo, senza validi criteri che possano aiutare in modo concreto, ma soprattutto certo.
Periodicamente sono stati proposti indici e caratteristiche che vogliono descriverla pienamente in modo da aiutare nella scelta.
Partendo dall'atleta:
  • Peso
  • Elasticità
  • Appoggio (pronazione, supinazione)
  • Arco plantare
  • Velocità di corsa
  • Tipo di sforzo (corsa lenta, gara ecc.)
Partendo dalla scarpa: Da notare che in passato si è dato per anomalo ciò che invece era normale e del tutto salutare: la rotazione della caviglia verso l'interno (pronazione) è fondamentale per ammortizzare l'urto con il terreno.
Anche la forma dell'arco plantare è decisamente sovrastimata, visto che ci sono persone con stesse forme di arco che hanno comportamenti dinamici (cioè mentre corrono) completamente diversi.
Da ultimo il peso della scarpa. A causa delle nuove tecnologie un peso elevato non è affatto garanzia di miglior protezione, anzi, spesso è solo sintomo di materiali scadenti.
Poiché questi dati non sono ancora sufficienti ad arrivare a un consiglio univoco, nuovi concetti si affacciano all'orizzonte. In questo articolo parleremo della flessibilità della scarpa.

La flessibilità della scarpa è la proprietà di piegarsi prima dell'ultima fase di spinta.

flessibilità della scarpa da runnerSe usate una scarpa flessibile noterete che a fine spinta si piega naturalmente per seguire senza resistenze il piede che spinge e si pone in posizione verticale. In questa fase l'impressione deve essere quella di "non sentire la scarpa"; scarpe poco flessibili danno invece l'impressione di ostacolare il piegamento dell'arco sulla punta dei piedi. Un altro buon test è la facilità di piegare la parte anteriore della scarpa semplicemente con le mani.
È abbastanza evidente che la flessibilità è fondamentale per la prestazione perché consente di ottimizzare la spinta. Analizzando scarpe da allenamento si scopre facilmente che in genere sono meno flessibili e ciò, oltre al maggior peso, spiega perché sono meno performanti in gara. È però fondamentale comprendere il tipo di penalizzazione che si può avere con scarpe poco flessibili.
Diciamo subito che la penalizzazione è massima per soggetti leggeri. Infatti in soggetti pesanti l'azione del peso corporeo tende naturalmente a piegare la scarpa, facilitando l'azione meccanica del piede. Se per un atleta di 80 kg una scarpa poco flessibile può far perdere al massimo 1"/km in una gara di 3000 m, per un soggetto molto leggero tale perdita può arrivare anche a 3-4"/km.
Da ultimo, la penalizzazione è anche sensibile in soggetti in cui eventuali fastidi cronici si manifestano nel momento della spinta del piede.


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