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Metodo FIRST
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Il metodo FIRST è un metodo proposto dal Furman Institute of Running & Scientific Training (da cui l'acronimo). Il titolo del testo di riferimento, scritto da Bill Pierce, Scott Murr e Ray Moss, RUN LESS, RUN FASTER (Corri meno, corri più velocemente), indica sommariamente, ma abbastanza bene, lo spirito del metodo, adatto a preparare distanze fra i 5000 m e la maratona.
Il metodo affianca a soli tre allenamenti settimanali di corsa, da 0 a 3 allenamenti di altre discipline: nuoto e ciclismo. I tre allenamenti sono costituiti da ripetute, fondo medio e fondo lento, una combinazione che da anni si sa essere la migliore per chi decide di allocare per la corsa solo 3 giorni alla settimana. Il dato salutisticamente negativo è che il numero di chilometri settimanali è abbastanza ridotto (al massimo 50 km circa per le settimane più impegnative della maratona), inferiore alla soglia ottimale; per cui, se il soggetto non integra con gli altri sport, difficilmente sarà salutisticamente ottimizzato.
Il vantaggio evidente è che, rispetto ad allenarsi tutti i giorni, si riduce la probabilità di infortunio. Infatti il metodo FIRST attrae maggiormente quei runner desiderosi di avere buone prestazioni e che vorrebbero esorcizzare gli infortuni, senza comprendere che questi ultimi fanno parte delle regole del gioco.
Quello su cui però si deve riflettere è che la probabilità di infortunio si ridurrebbe maggiormente con un programma di soli tre giorni dedicati alla corsa, senza la pratica di altre attività (cioè con quattro giorni di riposo). Il motivo è evidente: se il giorno prima ho tirato nella prova ciclistica, effettuare una seduta di qualità di corsa è più rischioso rispetto a farla dopo un giorno di riposo.
D'altro canto, se gli allenamenti sono blandi o medi, si può parlare di multisport (salutisticamente ottimo), ma non certo di avvicinamento alla prestazione migliore:

il titolo del libro dovrebbe già mettere in guardia i più dotati di spirito critico: se per andare più forte si dovesse correre meno, ogni professionista (anziché sciropparsi centinaia e centinaia di km al mese) adotterebbe il metodo FIRST.

metodo FirstLa prestazione – Veniamo pertanto al punto dolente, la prestazione. L'esperienza insegna che con il miglior allenamento possibile (magari proprio i 3 giorni del metodo FIRST oppure le tabelle parametriche che trovate nei nostri programmi di allenamento) l'atleta, già ottimizzato in peso, arriva a 10-15"/km dalla prestazione fisiologica migliore.
La differenza media di 12"/km è relativamente piccola, per cui non ci si deve stupire se una persona che ha corso una maratona a 5'/km l'anno prima, passando al metodo FIRST sia in grado l'anno dopo di correrla in 4'45": realisticamente, con un allenamento ottimale su sei sedute, l'avrebbe corsa in 4'30"/km, come è dimostrato da molti atleti amatori che in una stagione scendono di 30-40"/km semplicemente passando dalla condizione di runner poco evoluto (3 allenamenti non ottimizzati) a una quasi professionistica.
Gli altri sport – Già da tempo si sa che ciclismo e nuoto aiutano molto poco nella ricerca della prestazione nella corsa, come è dimostrato da triathleti eccellenti, ma relativamente mediocri nella corsa o da ciclisti che hanno provato l'esperienza della maratona.
Premesso che per integrare con il nuoto occorre avere comunque un'ottima acquaticità e che per farlo con il ciclismo occorre avere una disponibilità di tempo notevole, il metodo FIRST sembra dedicato a quegli sportivi che si vogliono illudere di aver trovato una scorciatoia verso il record.
A loro si può far presente che un maratoneta professionista da 2h06' in maratona realisticamente non riuscirebbe a scendere sotto le 2h15' se applicasse il metodo FIRST nella sua forma più completa.


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