Contrattura muscolare
Copyright by THEA 2005
I sintomi sono rappresentati dalla sensazione che il muscolo si opponga all'allungamento rimanendo contratto; il dolore è anche evocato alla palpazione che permette a sua volta, di notare l'ipertonia delle fibre muscolari.
La comparsa dei sintomi avviene spesso con una latenza di 8-24 ore;
le fibre muscolari contratte comunque sono sane, ma non è da escludere che il muscolo interessato presenti piccole lesioni (elongazioni di sole alcune fibre muscolari) che evochino proprio una contrattura antalgica.
Cause – Attualmente le cause precise delle contratture non sono ben definite; sicuramente uno sforzo non adeguato al proprio grado di allenamento può dare diversi problemi, tra i quali, proprio una contrattura. Tra le cause ipotizzate da diversi autori troviamo:- riscaldamento insufficiente
- condizioni di fatica, in particolar modo associata a contrazioni eccentriche
- problemi anatomici e funzionali come asimmetrie degli arti, difetti posturali, debolezza di alcuni gruppi muscolari, squilibri indotti dall'allenamento (per esempio il potenziamento fatto male) ecc.
- eccessiva tensione emotiva che sfocia in un'attivazione troppo elevata.
Trattamento – Alla comparsa dei sintomi è necessario astenersi da tutte le attività che evochino fastidio o dolore alla zona interessata.
Se si tratta di una semplice contrattura anche il trattamento conservativo (banalmente, il solo riposo!) permette nell'arco di 3-7 giorni (a seconda dell'aumento del tono muscolare) di far scomparire la sintomatologia.
Nel caso si voglia accelerare il recupero,
i mezzi da attuare sono quelli che permettono di distendere la muscolatura senza provocare lesioni e migliorare il recupero muscolare.
Visto che le cause precise delle contratture non sono ben definite, è
difficile ipotizzare rimedi validi per tutte le situazioni; tra i più
gettonati sono da ricordare: Massaggi: solamente da personale esperto in contratture da sport. In acuto (cioè alla comparsa dei sintomi) il massaggiatore/fisioterapista dovrebbe valutare attentamente la possibilità che la contrattura nasconda una piccola elongazione e agire di conseguenza.
Esercizi di mobilità attiva: esercizi di mobilità attiva (che non evochino disagio) sono da preferire allo stretching passivo che, se fatto male, potrebbe indurre o aggravare un'eventuale lesione.
Farmaci: assunzione di miorilassanti e FANS.
Strech and spray: molto utilizzato nella cura delle sindrome miofasciali, in cui è presente anche ipertonia muscolare. Consiste nel far raggiungere al muscolo il grado di allungamento massimo, ma senza spasmo e con un disagio minimo; a questo punto viene erogato il getto spray (refrigerante) sulla pelle che ricopre l'area dolorante, mantenendo il muscolo allungato. Quest'operazione è in grado di inibire il dolore e l'ipertonia.
Cicli di contrazione/rilasciamento: anche questa metodologia è utilizzata nella cura delle sindrome miofasciali. Viene fatto raggiungere al muscolo il grado di allungamento massimo, ma senza spasmo e senza dolore. A questo punto si richiede una contrazione isometrica (contro una resistenza opposta dall'esterno) di 5" circa di intensità pari al 25% della massima forza esprimibile. L'operazione (allungamento-contrazione) andrebbe eseguita 3-5 volte.
Impacchi caldo-umidi: l'innalzamento della temperatura cutanea e muscolare indotta da questa operazione porterebbe una maggior quantità di sangue (iperemia) nella zona contratta velocizzando il recupero.
Altri metodi: Elettrostimolazione: programmi EMR (elettrostimolazione meccanica di rilassamento) e MENS (neurostimolazione micro-elettrica) [1]. Fanghi termali: facilitano l'iperemia come gli impacchi caldo-umidi. A questi metodi sono da preferire, per costi e comodità, gli altri elencati sopra.
N.B.: in sostituzione dei cicli di contrazione/rilasciamento potrebbero essere utilizzate le contrazioni eccentriche (con le modalità biomeccaniche che reclutino il muscolo contratto) con carichi molto bassi, ad ampia escursione articolare e numero di ripetizioni elevate.
La somministrazione di farmaci andrebbe fatta solamente se la contrattura è associata a un dolore muscolare particolarmente intenso.
L'attività aerobica blanda, in assenza di dolore o particolari fastidi, è in grado di contribuire a incrementare il flusso di sangue ai muscoli contribuendo a velocizzare il recupero muscolare; andrebbero evitate comunque sedute lunghe in quanto contribuirebbero ad affaticare ulteriormente la muscolatura.
Problematiche relative al trattamento - Come accennato sopra, la contrattura è un infortunio di lieve entità in quanto si risolve, con il trattamento conservativo, entro pochi giorni. Le problematiche possono sorgere nel caso di trattamenti errati (allungamenti muscolari oltre il limite fisiologico a muscolo contratto, massaggi svolti da personale non esperto ecc.) e diagnosi sbagliate (quando cioè la contrattura nasconde una lesione muscolare più grave come un'elongazione o uno stiramento).
Alcuni trattamenti inoltre, danno indicazioni che possono essere sottoposte a interpretazioni soggettive errate, come l'intensità degli allungamenti muscolari.
Conclusioni - La terapia di elezione della contrattura dello sportivo dovrebbe essere il riposo sportivo, cioè l'astensione da quelle attività che evochino dolore e/o fastidio alla zona interessata.
Nel caso si volesse intervenire con trattamenti, ecco una tabella indicativa:
| Trattamenti | Prime 24 ore | Giorni successivi |
| Fai da te | Stretching Stretch and spray | Stretching Stretch and spray Impacchi caldo umidi Attività aerobica blanda* |
| Personale qualificato | Massaggi | Massaggi Cicli contrazione/rilasciamento |
* In assenza di dolore o particolari fastidi.
Come evidenziato nella tabella, la possibilità di essere seguiti da personale qualificato aumenta il numero di trattamenti a cui poter attingere. Alcuni trattamenti andrebbero comunque evitati all'insorgenza della sintomatologia (cioè nelle prime 24 h), per esempio quelli che possono indurre lesioni muscolari (cicli contrazione-rilasciamento) in un muscolo affaticato o indurre un eccessivo richiamo di sangue nel caso fosse accompagnata da una lesione muscolare (impacchi caldo-umidi).
La prevenzione migliore è quella di effettuare sforzi commisurati alle proprie condizioni atletiche (in altre parole non affrontare competizioni alle quali non si è particolarmente preparati o non incrementare in maniera inadeguata il carico allenante) ed effettuare sempre un corretto riscaldamento.
Bibliografia
[1] Biscotti GN. L'applicazione terapeutica delle microcorrenti nel dolore muscolare post-esercizio. Sport e medicina 6: 44-48, 2004.
[2] Vecchiet L. Il dolore muscolare nel calciatore; le sindromi miofasciali da trigger point. L'allenatore; 2004 N°4
[3] Wheeler AH. Myofascial pain disorders: theory to therapy. Drugs. 2004;64(1):45-62.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
