Per non mollare
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- quando ha raggiunto il top della prestazione e incomincia a scendere (abbiamo già trattato l'argomento)
- quando passa dalla fase di principiante a quella di jogger.
Per chi dopo l'opportuno periodo supera il test abbiamo fissato un secondo obbiettivo, piuttosto agonistico: oltre il moribondo.
A differenza del primo punto di riferimento, il secondo obbiettivo è decisamente impegnativo da raggiungere e non può essere raggiunto che da runner che si allenano con costanza e impegno. Esula quindi da un discorso semplicemente salutistico, entrando in una sfera agonistica, almeno a livello personale.
Fra i due obbiettivi si colloca colui che vuole continuare a usufruire dei benefici salutistici della corsa senza arrivare necessariamente al top fisiologico delle proprie prestazioni. In altri termini, occorre sempre avere presente che:
la salute non si identifica con l'ottenimento della massima prestazione possibile, quanto con il raggiungimento di certi livelli di soglia di funzionalità organica.
È un po' come il peso: per essere a posto salutisticamente non occorre
essere magrissimi, basta avere un IMC inferiore a 22 o una percentuale di
grasso corporeo inferiore al 12%.Un principiante che ha raggiunto la soglia dei 10 km in un'ora può essere veramente demotivato dalla mancanza di obbiettivi, se, come è per la maggior parte dei casi, scarta a priori mete agonistiche troppo impegnative. Cosa fare per non mollare?
1) Capire che senza tempo (inteso come misura della prestazione) non esiste nessuna motivazione. Per cui imparare a ragionare sia in termini di tempo sia in termini di distanza. Del resto il test del moribondo non è altro che un'opportuna accoppiata distanza-tempo.
2) Variare il tipo di allenamento. Per farlo senza incorrere in grossi errori, è opportuno conoscere almeno i rudimenti della corsa. A differenza del runner che cerca un'armonia assoluta fra gli allenamenti, il jogger può semplicemente usare la varietà per divertirsi e stimolarsi.
Vediamo alcune proposte:
- 10 km
- 5 km
- 3 volte i 1000 m con 3' di recupero da fermo
- 10 volte i 400 m con 2' di recupero da fermo
- 3 volte i 1000 m con recupero 1000 m corsi lentamente.
Il consiglio è di inventarsi una decina di sedute di questo tipo (anche a seconda dei percorsi che si hanno a disposizione) e, mentre ci si accultura sui segreti della corsa, studiare i propri allenamenti, verificando se le intuizioni avute nello svolgerli erano coerenti con la teoria dell'allenamento. Lo studio consente di migliorare il proprio grado di esperienza, di trarre piacere dalla conoscenza e di migliorare l'autostima perché si comprende che quello che si sta facendo ha una ragione d'essere profonda, finalizzata al proprio benessere.
Quindi:
- tempo-distanza
- varietà
- studio.
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