Il manuale completo degli integratori
Il grande abbaglio del ferro
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integratori di ferroAvete un ematocrito basso? Potete usare questa condizione per sondare la preparazione medico-sportiva del vostro interlocutore. Prima di spiegare perché nel 90% dei casi di ematocrito basso in un runner la semplice somministrazione di ferro non risolva il problema, partiamo dalla teoria.

Un po' di teoria

Nel corpo umano il ferro è legato alla funzione del trasporto dell'ossigeno, sia nel sangue (grazie all'emoglobina), sia all'interno delle cellule stesse (grazie alla mioglobina). Il suo ruolo è così importante che l'organismo mantiene anche un deposito di riserva, immagazzinando il ferro nel fegato, nelle ossa e nella milza. Sorge quindi spontaneo chiedersi se

gli atleti possono o devono assumere ferro tramite integratori, oltre alla normale alimentazione?

Alcuni ricercatori infatti sostengono che

la pratica dello sport (specie nelle discipline di resistenza) comporta un aumento del fabbisogno di ferro.

Questo risultato sarebbe testimoniato dalla diminuzione delle riserve di ferro e della sintesi di emoglobina. Il termine anemia da sport indica infatti una riduzione dei valori di emoglobina, ovvero al di sotto di 14 mg /100 ml di sangue per gli uomini e di 12 mg/100 ml per le donne. Occorre sottolineare che tali limiti sono comunque superiori dell'anemia clinica, quindi l'anemia da sport non va confusa con l'anemia vera e propria. La riduzione del ferro nell'organismo è inoltre più marcato nelle donne, per le quali la perdita di ferro durante il ciclo è compresa mediamente tra 5 e 45 mg. Per contrastare tale perdita, sarebbe sufficiente assumere 5 mg in più al giorno; tenendo conto però che solo il 15% di ferro viene assimilato (a seconda della modalità di assunzione), le donne dovrebbero assumere circa 20-25 mg di ferro. Come si vede però, questi calcoli sono puramente indicativi, in quanto la perdita di ferro dovuta al ciclo è estremamente variabile (5-45 mg al giorno) e anche la percentuale di assorbimento è puramente indicativa.
Altri studi, più recenti e nettamente in controtendenza a quelli citati precedentemente, hanno invece rilevato documentato test e misurazioni compiuti su atleti corridori e nuotatori maschi, constatando che

durante un'intera stagione di allenamento e pratica agonistica, non si è riscontrato alcun valore che potesse concludere la presenza di anemia da sport [3].

Analoghi risultati sono stati condotti anche su popolazioni di atlete e confrontati con gruppi di riferimento di sedentarie [4].
Molti studi concordano nell'evidenziare però che l'abbassamento della concentrazione di emoglobina nel sangue conseguente l'esercizio fisico  si verifica solo all'inizio dell'esercizio, ma poi ritorna a valori normali entro breve tempo: la mia esperienza tende però a escludere questo riallineamento. Inoltre l'anemia da sport è stata osservata con più prevalenza tra soggetti poco allenati rispetto a soggetti ben allenati. Questo risultato è per certi versi sorprendente e in contraddizione sul criterio comune che associa il consumo di ferro all'intensità dell'allenamento. In realtà si spiega con il fatto che gli studi sono stati condotti quando lo sport amatoriale non era molto diffuso e "molto allenato" coincideva con campione: il campione è tale anche perché, pur allenandosi duramente, il suo ematocrito non diminuisce!
Infatti

un ematocrito basso non significa necessariamente una carenza di ferro!

Rimandiamo all'articolo L'anemia del runner per i dettagli operativi.
In questa sede riportiamo le risposte corrette che il vostro interlocutore deve dare alla domanda: ho l'ematocrito basso, che devo fare?
  • Sideremia e ferritina basse; transferrina normale: integrazione di ferro ed (eventualmente) acido folico e vitamina B12.
  • Sideremia bassa; ferritina e transferrina normali: non c'è nulla da fare; il soggetto non è un campione, la corsa abbassa l'ematocrito per i microtraumi e per la maggior diluizione del plasma. L'unico rimedio sarebbe l'assunzione di eritropoietina, pratica considerata DOPING e che comunque non trasforma un ronzino in un purosangue.
  • Transferrina bassa: è il caso di valutare la situazione con uno specialista (ematologo).
Il fatto quindi che la pratica dello sport potrebbe causare in taluni soggetti una carenza di ferro, non significa che l'integrazione di ferro sia necessaria in tutti coloro che praticano sport.
La ricerca medica ha evidenziato una serie di conseguenze, anche gravi, dovute a una errata integrazione di ferro, qualora non necessaria. Tra queste ricordiamo:
  • diabete
  • disturbi del fegato e alle articolazioni
  • aumento dell'insorgenza di malattie infettive
  • concentrazioni tossiche di ferro che danno luogo a disturbi cardiologici (problemi alle coronarie), a causa dell'aumento dell'ossidazione di colesterolo LDL e conseguente aterosclerosi.
  • In caso di emocromatosi (anomalia genetica) il soggetto è predisposto all'accumulo del ferro nei tessuti, con conseguenze anche gravi: cirrosi e cancro al fegato.
[1] S. M.Blum et al.: The effects of fitness-type exercise on iron status in adult women, Am. J. Clin. Nutr., 43-456, 1986.
[2] K. J. Davies et al.: Muscle mitochondrial bioenergetics, oxygen supply, and work capacity during dietary iron deficiencies and repletion, Am. J. Physiol., 242-E418, 1982.
[3] F. X. Pizza et al.: Serum haptaglobin and ferritin during a competitive running and swimming season, Int. J. Sports Med., 18-223, 1997.
[4] W. L. Risser et al.: Iron deficiencies in female athletes: its prevalence and impact on performance, Med. Sci. Sports Exerc., 20-116, 1988.