Il rito del caffè
Copyright by THEA 2004
la concentrazione massima consentita corrisponde a circa 6 mg di caffeina per kg di peso.
La corrispondenza tra caffeina ingerita e quella presente nelle urine
dipende dal fatto che una percentuale variabile tra lo 0,5 e il 3% della
caffeina ingerita resta nelle urine, il rimanente è sintetizzato dal fegato
in modo assai variabile da individuo a individuo. Considerando che in un
caffè espresso ci sono circa 100 mg di caffeina, a titolo di esempio si vede
che un individuo di 60 kg dovrebbe assumere al massimo 360 mg di caffeina,
ovvero quasi quattro caffè. La dose massima di caffè è variabile perché
dipende da molti fattori: - il peso corporeo del soggetto;
- la dose di caffeina presente nel caffè (dipende da concentrazione, tempo di preparazione, tipo di preparazione, ovvero espresso, filtraggio, infusione, istantaneo…);
- la capacità individuale di assorbire la caffeina da parte del tratto intestinale; generalmente il metabolismo della caffeina è molto rapido (da 3 a 6 ore).
Un esempio di come gli ottimisti siano in errore! - Provate a considerare singolarmente queste ricerche. Sono stati fatti molti esperimenti, con risultati assai precisi e distinzioni di diversi casi. Per esempio, si è visto che
bevendo 2,5 caffè un'ora prima di un allenamento aerobico moderato, si ottiene un aumento delle capacità di resistenza.
In un test effettuato con corsa su tapis roulant, il miglioramento indotto dalla caffeina (in quantità di 10 mg per kg di peso, quindi 7 caffè per un soggetto di 70 kg!) è stato quantificato intorno al 19% [1].
Un altro test [2] condotto tra due gruppi di atleti dalle caratteristiche simili (frequenza cardiaca massima e consumo di ossigeno), ha mostrato chegli atleti che avevano assunto caffeina erano in grado si prolungare lo sforzo fino a 90,2 minuti, contro i 75,5 minuti degli altri atleti che non avevano assunto caffeina.
L'effetto del metabolismo della caffeina era documentato da alcuni parametri, come il rapporto di scambio respiratorio, la concentrazione di glicerolo plasmatico e degli acidi grassi liberi.L'effetto positivo è stato provato non solo sulla corsa, ma anche su nuotatori impegnati in prove dai 500 ai 1500 m: i miglioramenti meno netti erano dell'ordine dell'1,9%.
Un altro effetto positivo, anche se non sempre costante e presente, è l'aumento del massimo consumo di ossigeno [3].
Questi risultati confermano quanto si sa sulla caffeina, ovvero che migliora il catabolismo dei grassi e riduce l'ossidazione dei carboidrati. Non sono chiari però i meccanismi che stanno alla base di questi effetti, anche se intuitivamente confermano che la caffeina consente di risparmiare i carboidrati, usando in parte in sostituzione i grassi. Le ipotesi fatte a questo proposito riguardano:
- l'azione diretta sul tessuto adiposo per mobilizzare i grassi;
- L'azione indiretta, ovvero la sollecitazione da parte della caffeina della produzione di epinefrina da parte del surrene. L'epinefrina a sua volta inibisce la ricezione di adenosina delle cellule adipose e ciò riduce la lipolisi (scissione dei grassi). In risposta a questa diminuzione, l'organismo è sollecitato a rilasciare più grassi liberi nel plasma, che vengono usati in luogo del glicogeno per produrre energia. Il glicogeno nei muscoli viene quindi risparmiato, consentendo di prolungare lo sforzo.
A questo punto, esultanti, molti possono sicuramente affermare che, se la caffeina non può aiutare in gare di mezzofondo veloce (5-10 km) dove i grassi non si impiegano, certamente può essere utile nella mezza maratona e soprattutto nella maratona.
Peccato che siano stati notati alcuni fattori che riducono l'effetto ergogenico della caffeina, ovvero:
- l'assunzione di alte quantità di carboidrati [4] prima dello sforzo fisico;
- una tolleranza individuale in soggetti che normalmente assumono dosi di caffeina [5] con il famoso rito del caffè giornaliero.
[1] C. Frech et al.: Caffeine ingestion during exercise to exhaustion in elite distance runners. J. Sports Med. Phys. Fitness, 31-425, 1991.
[2] D. L. Costill et al.: Effects of caffeine ingestion on metabolism and exercise performance, Med. Sci. Sports, 10-155, 1978.
[3] S. Dodd et al.: Caffeine and exercise performance, Sports Med., 15-14, 1993.
[4] J. Weir et al.: A high carbohydrate diet negates the metabolic effects of caffeine during exercise, Med. Sci. Sports Exerc., 19-100, 1987.
[5] M. H. Van Soeren et al.: Caffeine metabolism and epinephrine responses during exercise in users and nonusers, 75-805, 1994.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
