La ventilazione polmonare
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- all'inizio dell'esercizio la ventilazione, da un valore costante, ha una brusca variazione positiva, con un incremento repentino e veloce (graficamente un gradino). Ciò corrisponde a un'iperventilazione iniziale. Questa variazione è indicata con il valore B (perché si riferisce a un valore iniziale o basale).
- Durante lo sforzo fisico la ventilazione sale gradualmente fino a raggiungere un valore costante (fenomeno di saturazione, variazione ST).
- Al termine dello sforzo fisico, la ventilazione cala bruscamente (F, variazione alla fine del lavoro).
- Segue poi una discesa graduale e lenta fino al valore di riposo (variazione S, ritorno al valore basale).
la regolazione della ventilazione durante lo sforzo fisico è influenzata dalla concomitanza di fattori umorali (circolatori) e nervosi.
Prima di questi studi si pensava infatti che la ventilazione polmonare fosse
essenzialmente regolata dalla circolazione sanguigna (in particolare i
fattori del pH del sangue e della pressione esercitata dall'anidride
carbonica). Dejours inoltre nel suo studio ha messo in evidenza che i
fattori umorali e nervosi intervengono in misura diversa in ognuna delle
quattro fasi identificate precedentemente. Per esempio, l'aumento repentino
all'inizio dell'esercizio fisico è di fatto suddiviso in due parti: una
immediata durante il primo ciclo respiratorio alla fine del periodo di
riposo e uno successivo, dopo circa 10-20 secondi. Anche la discesa al
termine dell'esercizio è composta da due processi, uno brusco, immediato e
uno più lento, dopo circa una ventina di secondi. Dejours concluse che la
ventilazione polmonare è condizionata da due fattori fisiologici diversi,
uno responsabile di variazioni "rapide" e uno di quelle "lente". Il primo è
legato al funzionamento del sistema nervoso centrale che agisce sui centri
del polmone e sui recettori nervosi dei muscoli respiratori. Il secondo è
legato al fattore umorale, ovvero al controllo della circolazione sanguigna.
Le cose però non sono così semplici e schematiche, perché i due fattori si
influenzano e interagiscono, quindi la componente rapida e quella lenta non
sono scorrelate ma concorrono entrambe al controllo della ventilazione.
All'inizio del lavoro muscolare infatti, solo in un primo tempo gli unici
fattori fisiologici che intervengono sono di natura nervosa; non appena si è
verificata la componente rapida, entra in gioco la componente lenta per
portare la ventilazione al suo valore costante: si entra cioè in uno stato
stazionario. Durante questa fase non interviene solo il fattore umorale, ma
anche a livello periferico quello nervoso. Infatti nei muscoli esistono dei
ricettori che controllano le modifiche chimico fisiche che avvengono in
seguito all'esecuzione del lavoro fisico da parte del muscolo. Tali
recettori (chemocettori) generano quindi segnali nervosi periferici di
natura riflessa che vanno a influenzare la ventilazione stessa. In altre
parole, i fattori umorali (circolatori) e nervosi si sommano durante la fase
intermedia in cui la ventilazione ha raggiunto uno stato stazionario. Alla
fine dell'esercizio fisico, la componente nervosa si interrompe provocando
il brusco calo della ventilazione. L'ultima fase di decrescita lenta dipende
solo dalla componente umorale. Volendo studiare invece come si modifica
l'influenza dei due fattori (umorale e nervoso) al variare del carico di
lavoro, si può studiare l'andamento delle tre variazioni fondamentali (le
due rapide, B e F, all'inizio e alla fine del lavoro muscolare, e quella
lenta S, alla fine del lavoro muscolare, responsabile del raggiungimento del
valore di riposo della ventilazione). Tale andamento è messo in relazione
con lo sforzo fisico compiuto espresso dal consumo di ossigeno. Si è visto
[1] che la variazione rapida B all'inizio del lavoro non varia sostanzialmente con il carico di lavoro, ovvero con l'intensità dello sforzo fisico,
mentrele variazioni F e S crescono linearmente con l'intensità dello sforzo fisico.
Ciò significa che la variazione iniziale a partire dallo stato di riposo è poco influenzata dal consumo di ossigeno, mentre i contributi relativi alla componente umorale e nervosa alla fine dell'esercizio nella fase di recupero sono dipendenti dal consumo di ossigeno.[1] P. Dejours: The regulation of breathing during exercise in man. A neurohumoral theory. Pubblicato su The regulation of Human Respiration, editori D. J. C. Cunningham e B. B. Lloyd, Blackwell, Oxford (GB), 1963.
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