Il mal di milza
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Infatti, qualunque sia la vera causa, essa viene rimossa con il semplice allenamento. Non ha perciò senso preoccuparsi oltre misura per questo sintomo, anche se è bene individuare la causa che ci riguarda. Il mal di milza può essere infatti causato da diverse circostanze. Vi sono diverse ipotesi relative alle cause del mal di milza.
La più suggestiva – Ma anche quella sbagliata; molto fantasiosa, non ha nessun riscontro con la conoscenza della fisiologia dell'atleta. Secondo questa ipotesi il mal di milza sarebbe causato da uno spasmo della milza che cerca di immettere in circolo altri globuli rossi, necessari per l'aumentato fabbisogno di ossigeno causato dalla corsa. L'errore grossolano nasce dal fatto che, essendo la milza anche una riserva di globuli rossi, si pensa che la corsa possa attivare il meccanismo del rilascio. In realtà, perché tale meccanismo si attivi è necessaria una condizione di ipossia che il principiante non raggiunge quasi mai. Inoltre non si spiegherebbe perché questa funzione della milza cesserebbe nel runner allenato in cui, fra l'altro, spesso il numero di globuli rossi è addirittura sceso. Anche al runner allenato e al campione farebbe comodo qualche globulo rosso in più!
Il diaframma – L'ipotesi più probabile è che il mal di milza dipenda da un affaticamento del diaframma, stato che poi scompare con l'allenamento.
La respirazione – Molti principianti usano la strategia di
forzare la respirazione, convinti che respirare in un "certo modo" possa
favorire lo sforzo durante la corsa. A parte il fatto che ciò non è vero,
molto spesso queste forzature non fanno altro che portare dolori al fegato
e/o alla milza perché i polmoni comprimono inutilmente e artificiosamente i
due organi. Senza contare che si usa più intensamente anche un diaframma non
abituato ancora allo sforzo. Le patologie della milza – Ovviamente esistono patologie che possono provocare mal di milza, ma quasi tutte sono incompatibili con uno stato di apparente buona salute che permetta di correre. L'unica attenzione va posta nell'indagine per la mononucleosi nel caso il mal di milza si presenti in soggetti allenati.
Cosa fare? – Non è il caso di seguire un vecchio consiglio lucano che per il mal di milza, comunque causato, suggeriva di tagliare in forma circolare la corteccia d'un albero di noce, la quale, applicata localmente, si teneva ferma per un pezzo e fino alla cessazione del gonfiore e del dolore.
Per risolvere il mal di milza occorre semplicemente:
1) riscaldarsi bene (almeno 10').
2) Eseguire un allenamento coerente con il grado di forma. Il principiante dovrebbe aumentare le sedute non più del 20% ogni volta (è un errore per esempio passare da 3 a 6 km con un aumento del 100%): c'è tempo per diventare campioni.
3) Respirare in modo perfettamente naturale.
4) Se si presenta il dolore, continuare se rimane sotto una soglia di sopportazione, altrimenti camminare per qualche minuto (almeno 5').
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