L'allenamento mentale negli sport di resistenza
La nevrosi da sport
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Ricevo molte mail da parte di atleti che temono di essere vittime di sovrallenamento. Molti hanno anche sintomi tipici del vero sovrallenamento, ma poi, analizzando la loro situazione, si comprende che il carico sportivo non può essere tale da generare una tale sindrome.
Si tratta perciò di un'altra patologia, la nevrosi da sport.
Lo stress da attività sportiva (nevrosi da sport) è causato solo in minima parte dal carico allenante; il principale responsabile è l'aspettativa che ci  deriva dallo sport. In altri termini, il non riuscire a raggiungere il risultato (o il fare troppa fatica per raggiungerlo a causa  del lavoro, impegni familiari ecc.) genera un'ansia che si manifesta con i sintomi tipici della  nevrosi. Alla fine si giunge al rifiuto totale di  qualunque forma di attività fisica: lo sport ci ha esistenzialmente delusi.

La distinzione fra sovrallenamento e nevrosi da sport non è dato quindi dai sintomi, ma dalle cause.

nevrosi da sportNella sindrome da sovrallenamento è possibile riscontrare un carico di lavoro oggettivamente pesante, mentre nella nevrosi da sport il carico di lavoro è oggettivamente normale. È infatti stupefacente riscontrare come chi teme di essere affetto da sovrallenamento si alleni tutto sommato abbastanza poco: 4, massimo 5 allenamenti alla settimana con prevalenza della qualità sulla quantità, molte gare e un'aspettativa via l'altra oppure obbiettivo concentrato su una sola gara preparata da mesi con un carico allenante normale, ma tarato per un valore dell'atleta decisamente non realistico.
In sostanza quello che succede nella nevrosi da sport e che porta agli stessi sintomi del sovrallenamento è che il soggetto amplifica, a causa delle sue aspettative, lo stress psicologico oggettivo delle sedute e questa amplificazione rende il carico soggettivamente esagerato.
In genere chi è affetto da nevrosi da sport ha un rapporto patologico con la corsa perché la vede come mezzo di affermazione della propria personalità. Si esalta oltre misura per un successo e si deprime inconsolabilmente per un insuccesso.
Come uscire da una nevrosi da sport – Ovviamente riconsiderando il rapporto con la corsa e lo sport. La parola magica è divertimento. Se fare sport è peggio che un duro lavoro dal quale si aspetta una lauta ricompensa, prima o poi, si crollerà perché la ricompensa, per un non professionista, sarà sempre piccola.
Nelle gare amatoriali spesso al via tutti schizzano come fulmini, controllano il proprio avversario, cliccano l'orologio. L'altra sera in una gara in circuito passavamo 4 volte davanti al traguardo. Al primo passaggio ero abbastanza indietro, ma sono riuscito ad apprezzare il mio cane che vedendomi passare scodinzolava e ho salutato mia moglie con un bacio. Mi importava relativamente chi avessi davanti. Poi gli altri sono scoppiati... Mentre li superavo mi accorgevo della loro immensa fatica, mentre tutto sommato anch'io faticavo, ma mi stavo divertendo. Impariamo a fare fatica divertendoci, non per un tempo, una posizione, un premio. Se manca il divertimento, il corpo poi si ribella.
Anzi un personale metodo per distinguere fra sovrallenamento (sono una persona equilibrata che ha abusato un po' troppo del suo corpo) e nevrosi da sport è quello di chiedere al soggetto: ma mentre ti allenavi duramente, ti divertivi?  


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