Vacanze: come allenarsi
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Ho sempre constatato che agonisticamente il mio miglior periodo fosse rappresentato dal mese di settembre. Poiché le mie prestazioni sono pressoché stabili in primavera e in estate, devo concludere che sono i miei avversari diretti ad andare più piano. L'unica spiegazione ragionevole è che in vacanza si allenano male.
Esistono due estremi che non prenderemo in considerazione nell'analisi dell'allenamento in vacanza.
Il primo è l'atteggiamento di chi usa le vacanze per riposare, correndo pochissimo o comunque sottoallenandosi. È ovvio che al rientro sarà decisamente fuori forma. La scelta può essere comunque saggia, se si è gareggiato molto. L'unica avvertenza è di non sospendere completamente la corsa, ma di uscire almeno una volta ogni 5-6 giorni.
Il secondo è l'atteggiamento di chi sfrutta il maggior tempo a disposizione per incrementare gli allenamenti. Questa seconda soluzione è poco logica; meglio sarebbe pensare a come trovare il tempo per allenarsi comunque di più durante l'anno, se la corsa ha un grado di interesse così alto da darle notevole priorità durante le vacanze. In realtà, in molte situazioni, se si vuole, il tempo si trova. Molti manager superimpegnati riescono a trovare il tempo di correre semplicemente segnando sulla propria agenda un impegno improrogabile, del tipo ore 8.00-9.30 corsa oppure 18.30-20.00 allenamento. Chi non riesce a farlo è perché psicologicamente si sente in colpa nel privilegiare la corsa (cioè un hobby) al lavoro oppure perché teme di perdere un affare o per qualunque altro motivo che comunque abbassa troppo la priorità della corsa. Meditate.
In ogni caso superallenarsi in vacanza non è una buona strategia per due
motivi:a) non è possibile incrementare di colpo l'intensità e la frequenza degli allenamenti senza il rischio di incorrere in infortuni;
b) ritornando ai soliti allenamenti, l'eventuale miglioramento viene riperso completamente in circa 30 gg.
La maggioranza dei runner si trova però in una situazione intermedia: allenarsi, ma godersi la vacanza. La strategia dovrebbe cambiare radicalmente a seconda della durata della vacanza. Prima di esaminare i due casi possibili, si deve prendere in considerazione uno dei problemi più critici: il percorso. Spesso in vacanza è molto difficile scegliere un percorso scorrevole e facilmente misurabile, almeno con l'automobile. Una misurazione esatta non è importantissima, ma serve per avere riferimenti con cui valutare i vari allenamenti, confrontandoli fra di loro. Come regola generale, è sicuramente meglio un percorso in circuito misurato bene, che uno lineare la cui lunghezza è un punto interrogativo. È bene ricordarsi anche che un percorso piano è sicuramente migliore di uno molto mosso, che non dà nessuna garanzia di scientificità nelle prove di qualità. Uno degli errori più comuni del runner è pensare che un percorso molto duro sia allenante: psicologicamente il runner si adatta al percorso ("sa" che è duro…) e finisce per rendere di meno.
Fino a 10 giorni
Non ha molto senso cercare di mantenere gli eventuali ritmi di allenamento. Meglio utilizzare la vacanza come recupero, facendola precedere da una settimana molto dura. Il metodo migliore è di usare un progressivo ogni 3 gg. di 10-12 km, con metà al fondo del lento, metà (meno un km) al ritmo del medio e l'ultimo km a tutta. Per il maratoneta, il progressivo diventa di 15-20 km (a seconda del clima) con 10 km a FL, 3-8 km a FL-10" e 2 km a tutta.Oltre 10 giorni
È ovvio che, se non si vuole scadere troppo di condizione, non si possa pensare a un allenamento di recupero. Per evitare che la vacanza sia troppo accentrata sulla corsa, è possibile usare uno schema come segue:- Giorno 1: jogging (6-8 km) a piacere, magari coinvolgendo coniuge, figli, amici ecc.
- Giorno 2: progressivo come sopra nel caso di vacanza corta.
- Giorno 3: prova di qualità.
ripetute brevi (300-400 m, percorso facilmente trovabile);
ripetute lunghe (2000 m);
ripetute in salita (10x100 m) + jogging.
Con uno schema di questo genere per una vacanza di fino a tre settimane non si perde nulla. O meglio non si perde nulla, se non si aumenta di peso. Infatti in moltissimi runner, la diminuzione dei carichi allenanti porta a un sovrappeso di 1 kg per settimana. La strategia sbagliata è pensare che "tanto poi a casa c'è tempo per recuperare". Purtroppo 3 kg di sovrappeso realisticamente, se ci si vuole contemporaneamente allenare, si recuperano in 2-3 mesi. Se si corricchia basta un solo mese, ma allora si rischia di ritornare veramente in forma solo a inizio inverno.
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