Il gap sterrato-asfalto
Copyright by THEA 2004
- La minor compattezza del fondo. L'erba, la sabbia, i piccoli ciottoli sicuramente sono meno compatti dell'asfalto. Anche dove questi elementi siano occasionali (come nello sterrato scorrevole oggetto di questo articolo), sicuramente la spinta viene in parte assorbita e/o dispersa dal terreno.
- La maggiore presenza di dislivelli. Anche in luoghi di
pianura, ogni circuito o percorso sterrato si caratterizza per salite o
discese, raramente è del tutto pianeggiante come i tracciati su asfalto.
La minor percezione del fondo che obbliga l'atleta a una maggiore attenzione. - Per studiare il gap ci si può perciò rivolgere allo studio di questi tre fattori e poi sommarli.
I dislivelli – Non si parla solo di salite, ma anche di
tutti quei piccoli avvallamenti che obbligano comunque a un maggior impegno
muscolare. Si potrebbe pensare che anche in questo caso sia questione di
forza specifica e in parte lo è; entra però in gioco un secondo fattore.
Infatti, soprattutto se le salitelle sono importanti e/o frequenti, la sola
forza specifica non basta. L'atleta può usare un maggior coinvolgimento
muscolare, ma questo porta inevitabilmente a un maggior lavoro energetico da
parte dei muscoli. Se il soggetto non ha una buona potenza aerobica
andrà presto in acidosi lattica e dovrà diminuire il ritmo.Percezione del fondo – Qui il discorso è puramente psicologico. Chi è abituato a una corsa uniforme con una spesa mentale minima, sullo sterrato si troverà sicuramente male perché dovrà comunque convogliare parte delle sue energie mentali verso la gestione del passo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ciò non è positivo (distolgo il pensiero dalla fatica) perché non è un'azione volontaria (come per esempio il proporsi "devo arrivare fino al cartello giallo"), ma imposta dalle condizioni esterne.
Le conclusioni
- Il gap è individuale
- Il gap può andare da 2 a 10"/km
- Il gap è tanto minore quanto maggiori sono la forza specifica, l'elasticità e la potenza aerobica del soggetto.
- Il gap è tanto maggiore quanto più l'atleta preferisce il ritmo uniforme.
L'allenamento sullo sterrato
Non si deve pensare che tale allenamento sia sempre e comunque positivo. Da quanto detto, sembrerebbe che possa essere un utile mezzo per aumentare forza specifica, elasticità e potenza aerobica del soggetto. Ciò sarebbe vero se non esistessero altri metodi che ottengono lo stesso risultato senza avere le controindicazioni dello sterrato.Tralasciando gli eventuali problemi "ortopedici" (distorsioni), usare lo sterrato come unico fondo di allenamento predispone a una falcata più corta e in definitiva a ritmi inferiori. L'atleta si abitua al ritmo più lento e alla necessità di adattarsi al terreno, accorciando la falcata; una volta portato su pista o in strada la manterrà, con un dispendio energetico maggiore a ritmi più elevati.
Pertanto l'allenamento su solo sterrato è tanto più controindicato quanto più l'atleta prepara gara veloci.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
