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Sovrallenamento: quando è reale?
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Uno scadimento della forma può essere il primo sintomo del sovrallenamento, una sindrome che colpisce chi pratica sport di resistenza come la corsa. Non bisogna generalizzare parlando di sovrallenamento in occasione di ogni momento di stanchezza. Il sovrallenamento è una malattia che ha sintomi ben precisi, molti dei quali però non sono specifici per la patologia (cioè sono riscontrabili anche in altre patologie o in condizioni di normalità):
Elevata frequenza cardiaca a riposo - Non è il caso di diventare maniaci e provare ogni mattina il battito cardiaco per verificare se è aumentato. Perché si possa parlare di sovrallenamento è necessario che la frequenza aumenti di 8-10 battiti al minuto.
Perdita di peso – Alcuni ritengono che si possa determinare un sovrallenamento da un improvviso calo di peso, addirittura giornaliero. In realtà esistono cali di peso "fittizi" che nulla hanno a che fare con il sovrallenamento. Nel vero sovrallenamento il soggetto, pur assumendo un numero sufficiente di calorie, non mantiene il proprio peso: la verifica va fatta per più giorni di seguito.
Insonnia o sonno non ristoratore – Anche in questo caso non bisogna confondere l'insonnia da prestazione (per esempio dopo una gara serale) da insonnia da sovrallenamento. In quest'ultimo caso il soggetto fatica ad addormentarsi o si sveglia troppo presto anche in presenza di un allenamento tutto sommato non impegnativo. Occorre escludere altre forme di stress (lavoro, famiglia ecc.)
Problemi immunitari – Chi è sovrallenato ne è soggetto, ma non bisogna confondere un generico aumento dei globuli bianchi (che può anche essere positivo nell'ottica delle difese immunitarie) con una predisposizione a contrarre infezioni. In realtà con un esame (tipizzazione linfocitaria) è possibile definire la capacità immunitaria di un organismo dal rapporto fra linfociti T8 (suppressor, che inibiscono la formazione di anticorpi) e linfociti T4 (helper, che stimolano la produzione degli anticorpi).
Ipotensione – Anche questo è un parametro presente, ma non specifico per la patologia. Atleti allenati sono sovente ipotesi.
Dolori muscolari – I dolori muscolari sono presenti anche in periodi di carico. In genere nel sovrallenamento durano di più e faticano a scomparire anche con il riposo.
Disturbi gastrointestinali - In realtà sono secondari allo stress che accompagna il sovrallenamento o qualunque condizione di instabilità nervosa.
sovrallenamentoAstenia, irritabilità o depressione – Sono sintomi ovviamente correlabili anche a patologie che con lo sport nulla hanno a che fare. In caso di sovrallenamento derivano dall'esasperazione che il soggetto fa dell'attività sportiva; lo sport diventa l'unica luce della propria vita, si pensa che con l'allenamento si possa arrivare ovunque, le gare vengono vissute come esami, il proprio valore dipende dal risultato sportivo ecc. Si è in presenza di un soggetto non equilibrato.
Diminuzione della libido e dell’appetito - È significativo solo per quei soggetti in cui il calo è vistoso.
Amenorrea o oligomenorrea nelle donne - Anche questo sintomo non è specifico; molte atlete al top delle prestazioni lo presentano.
In genere i sintomi derivano da un’alterata attività ormonale (diminuzione del testosterone, aumento del cortisolo fino a una grave riduzione della funzione ipotalamica) e all’aggravarsi della situazione possono anche invertirsi (per esempio la frequenza cardiaca a riposo può ridursi).
È ovvio che una delle cause principali del sovrallenamento è il carico delle gare e degli allenamenti senza che si dia il tempo all’organismo di recuperare; esistono però anche cause extrasportive come situazioni di stress familiare o lavorativo o carenze alimentari, la più frequente delle quali è il deficit cronico di glicogeno: l’atleta non recupera con l’alimentazione ciò che ha speso (ricordatevi del carico glicidico a fine allenamento). Quest’ultima situazione è abbastanza comune in quei runner che lamentano inappetenza dopo l’allenamento: l’errore classico è di rimandare al giorno successivo il ripristino delle scorte di glicogeno bruciate.
Sovrallenamento o affaticamento? – È importante comprendere che in caso di sovrallenamento esistono contemporaneamente molti dei sintomi descritti. La regola è: in presenza di uno o pochi sintomi si parla di affaticamento (che può essere risolto con qualche giorno di scarico ed eventualmente con uno o due giorni di riposo assoluto), quando sono presenti molti sintomi contemporaneamente, allora è il caso di eseguire opportuni esami clinici (ematocrito, emoglobina, azotemia, uricemia, ammoniemia, CPK, testosterone, ferritina, cortisolo ecc.).
È molto importante introdurre una settimana di riposo assoluto (meglio due in due periodi diversi) nel corso dell’anno per rigenerare completamente l’organismo: spesso si scopre che quando si riprende si va più forte di quando ci si è fermati!


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