Sonno e prestazione
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Cosa succede se si dorme poco? – Vediamo gli effetti ormai consolidati:
- si innalzano i livelli di cortisolo
- si riduce la sintesi di glicogeno
- si riduce la produzione dell'ormone della crescita.
A questo punto sembrerebbe logico dormire di più, soprattutto in occasione
di eventi (sportivi, lavorativi ecc.) importanti per poter dare il massimo
delle proprie possibilità. In realtà non è così. Si è scoperto che la cosa
fondamentale è:dormire sempre lo stesso numero di ore.
Solo così il corpo ottimizza la produzione ormonale. Chi durante il week-end tende a dormire di più non recupera affatto e all'inizio della settimana lavorativa si ritroverà stanco come prima. La regola appena evidenziata è stata tradotta in campo sportivo dall'allenatore di uno dei più grandi club di running di Boston, Tom Derderian, affermando chel'atleta deve diventare un orologio.
L'atleta dorme di più? - La statistica citata all'inizio dell'articolo comprende sia sedentari sia sportivi e quindi usa insiemi disomogenei. Se si analizzano i top runner si trova che in media dormono da otto a dieci ore per giorno. La cosa è del tutto logica se si pensa che il sonno serve per recuperare le energie spese durante il giorno e quindi uno sportivo deve dormire di più di un sedentario (mediamente). Dall'analisi dei dati individuali si può approssimare che la media di ore di sonno è data da otto + (numkmsettimanali/50)*0,5, cioè ogni 50 km si aggiunge mezz'ora di sonno: un maratoneta da 200 km alla settimana dovrebbe dormire sulle dieci ore. La formula è molto meno precisa del consiglio di Derderian che dovrebbe valere come la regola d'oro per una vita veramente da atleta. Consiglia l'articolo su Google, clicca
