Per sapere tutto sulla corsa
Il rimodellamento osseo
Copyright by THEA 2004
Per uno sportivo, per un anziano o per una donna è importante capire i processi alla base del rimodellamento osseo per comprendere quanto sia importante un'integrazione a base di calcio.
Il tessuto osseo è una struttura che è soggetta a processi continui di distruzione-formazione. Nell'unità base di questi processi (unità multicellulare di base, BMU) operano due tipi di cellule: gli osteoclasti che distruggono e gli osteoblasti che ricostruiscono. I processi avvengono sotto controllo di determinate sostanze e sono ciclici: gli osteoclasti erodono la superficie dell'osso (asportando le strutture e formando delle piccole cavità) e gli osteoblasti la riempiono nuovamente depositando idrossiapatite calcica. Il processo dura circa 100 giorni.
Il rimodellamento osseo è fondamentale anche per il mantenimento dei livelli di calcio nel sangue; nella donna in menopausa e nell'anziano il malassorbimento intestinale del calcio provoca una prevalenza dei meccanismi di erosione: l'organismo preleva dalle ossa il calcio che serve. Un eventuale accumulo di calcio è invece rimosso dal rene. Nello sportivo il traumatismo ripetuto provoca un'usura abnorme e una conseguente prevalenza della fase distruttiva su quella ricostruttiva arrivando a fratture da stress o a stress reaction (patologie subdole non facilmente visibili, ma invalidanti).
cellule osseeLe sostanze che regolano l'equilibrio (omeostasi) del calcio sono: l'ormone paratiroideo (PTH), il calcitriolo (la forma idrossilata della vitamina D) e, localmente nel tessuto osseo, la calcitonina. Il PTH aumenta il riassorbimento di calcio dall'osso e dal rene e aumenta la produzione di calcitriolo. Quest'ultimo incrementa le funzioni degli osteoblasti e contrasta l'escrezione di calcio da parte del rene; la calcitonina inibisce il riassorbimento renale del calcio, il riassorbimento osseo e aumenta la produzione di calcitriolo. Da questa breve e sommaria descrizione è chiaro che per favorire il rimodellamento osseo è possibile utilizzare calcio (la materia prima) e vitamina D (per ottenere il calcitriolo). Ogni altro intervento deve considerarsi nettamente farmacologico e al di fuori dell'integrazione alimentare. Infatti si deve rilevare che esistono altre sostanze che favoriscono la ricostruzione (ormone della crescita, ormoni sessuali, insulina) o la distruzione (glucocorticoidi).
Se per un soggetto maschio, sedentario e al di sotto dei 60 anni in genere non è necessaria un'integrazione di calcio, per una donna, per un anziano o per uno sportivo soggetto a lavoro osseo intenso (come un fondista) è necessario integrare con 0,5-1 g di calcio al giorno.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca