Corsa e ciclo mestruale
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a) l'amenorrea o comunque problemi del ciclo mestruale
b) un'aumentata predisposizione all'osteoporosi.
Non esistono statistiche certe, ma alcune ricerche stimano che il 40% delle atlete che si allenano almeno 6 volte alla settimana sperimentino modifiche o interruzioni del ciclo mestruale. L’amenorrea, una patologia connessa a irregolarità nel sistema ormonale dell’organismo, non colpisce solo le atlete d’elite, ma anche donne di tutte le età impegnate più o meno intensamente in attività sportive. Occorre subito precisare che non si tratta affatto di una situazione positiva, come molte runner possono pensare per motivi di ordine pratico. Questo stato può infatti provocare una riduzione della fertilità e l’osteoporosi, che a sua volta può causare fratture sia nel breve sia nel lungo periodo. Fin dagli anni '70 i ricercatori hanno evidenziato che, oltre alle atlete, anche le donne che si sottopongono regolarmente a diete possono soffrire di amenorrea. L’amenorrea è stata posta in relazione con la perdita di peso e la riduzione del grasso corporeo, causate da carenze nutrizionali, intensa attività fisica, stress emotivi o da una combinazione di questi fattori.
La fisiologia - Il ciclo mestruale mensile è il frutto di una complessa interazione fra i sistemi endocrino e riproduttivo, con l’azione di vari ormoni. La causa diretta dell’amenorrea è la riduzione della produzione di ormoni luteinizzanti da parte della ghiandola pituitaria (l’ipofisi). Gli esperti ritengono che tale riduzione sia provocata da una diminuzione della frequenza di un ormone specifico secreto dall’ipotalamo. La causa andrebbe dunque ricercata nel sistema di regolazione ormonale in corso fra ipotalamo, ghiandola pituitaria e ovaie; in qualche modo questo ciclo si modifica, tuttavia non è ancora chiaro come. È essenziale che le donne con disfunzioni nel ciclo mestruale si rivolgano subito a un medico per una diagnosi; le cause possono infatti essere di vario genere (fra cui tumori benigni alla ghiandola pituitaria, cisti ovariche, l’inizio della menopausa). Esistono test diagnostici in grado di individuare queste situazioni.
Molte atlete possono subire modifiche al ciclo mestruale anche se apparentemente non ci sono state variazioni nella sua regolarità. Fluttuazioni e irregolarità nella regolazione ormonale possono essere individuate mediante analisi del sangue. Infatti i medici hanno riscontrato che molte sportive con mestruazioni regolari presentano comunque disfunzioni nel ciclo. In alcuni casi la prescrizione di anticoncezionali a basso dosaggio può ripristinare il corretto dosaggio ormonale, metodo utile però solo finché non si vogliono avere figli.
Come risolvere il problema - Benché si ritenga che sia
importante e benefico mantenere un certo livello di attività sportiva, ci si
domanda quale sia la soglia di rischio. Nell’antichità la vita media era
notevolmente più breve rispetto a oggi, per cui difficilmente le donne
vivevano abbastanza a lungo da soffrire di osteoporosi; attualmente il
superamento della soglia dei 70 anni nei paesi industrializzati è divenuto
la norma, per cui questa patologia è divenuta una fonte di notevole
preoccupazione e impegno da parte dei medici. Molti studi hanno portato alla
conclusione che le attività particolarmente intense e pesanti possono
prevenire l’osteoporosi; tuttavia si sta facendo strada anche l’ipotesi
secondo cui un eccesso di attività fisica possa provocare disfunzioni nella
regolarità dell’attività ormonale, producendo esattamente il risultato
opposto.In caso di irregolarità del ciclo è ovvio il consiglio è di rivolgersi al ginecologo, verificando comunque che il problema non dipenda da un deciso rallentamento del metabolismo a causa di una sottoalimentazione in relazione a uno stimolo allenante intenso. Questa situazione è facilmente verificabile in quanto in genere i disturbi sono correlati a una brusca diminuzione di peso corporeo. Se non si è in questa situazione e una leggera terapia ormonale (anticoncezionali) non risolve il problema, non occorre preoccuparsi: per fortuna i due problemi connessi a un'attività sportiva strenua (o "professionistica") sono entrambi risolubili.
L’infertilità nell'atleta è una fonte di preoccupazione: benché l’ovulazione possa avvenire anche in assenza di flusso mestruale (ma è vero anche il contrario), le possibilità di riuscire ad avviare una gravidanza si riducono. L’infertilità connessa all’amenorrea è però una condizione risolvibile con il ritorno del ciclo mestruale alla normalità.
Più difficile è ripristinare la densità ossea, pregiudicata dalle disfunzioni ormonali, particolarmente nella produzione di estrogeni. Tuttavia le conoscenze mediche relative alla relazione fra disfunzioni mestruali e densità ossea sono ancora a uno stadio del tutto iniziale; il problema non riguarda soltanto eventuali danni a breve termine, ma anche l’aumento del rischio a lungo termine. Pare che i primi tre o quattro anni di amenorrea siano i più critici in termini di perdita di densità ossea; il problema è capire se questo stato patologico sia recuperabile con il ristabilirsi della regolarità del ciclo mestruale. L'unico modo di evitare i problemi alle ossa nel caso di amenorrea resta un'integrazione a base di calcio (ed eventualmente di vitamina D).
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