La seduta di duathlon
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Alcuni runner rischiano, altri preferiscono fermarsi, altri scelgono una tipologia di allenamento alternativa (quasi sempre la bicicletta). Nessuna di queste strategie è ottimale. Rischiare è azzardato, fermarsi è sicuramente deallenante (se il periodo di stop supera la settimana) e l'allenamento in bicicletta non può che minimamente mantenere la condizione.
La soluzione migliore potrebbe essere quella di limitare i lunghissimi e correre lunghissimi alimentari. La deplezione di glicogeno però non può essere ottenuta con una doppia prova ravvicinata (per non sovraccaricare), ma deve essere causata da una dieta ipocalorica e ipoglicidica. Molti runner non hanno le competenze alimentari o semplicemente trovano scomoda e frustrante tale soluzione.
È possibile però causare la deplezione di glicogeno, anziché con una prova di corsa precedente, con una prova in bici, corsa immediatamente prima della seduta di corsa.
Se per esempio la prova in bici dura circa 1 h al 90% del massimale dell'atleta, si può considerare che il dispendio energetico sia pari a 10-12 km di corsa. Da notare che il potere allenante alla corsa di un'ora di bici è invece decisamente non confrontabile con un medio di 10 km, essendo spesso assimilabile a un medio di circa 20'. In questa sede però a noi interessa soprattutto l'aspetto energetico che con la bicicletta è tutt'altro che trascurabile.
Una buona simulazione di un lunghissimo di 30 km potrebbe essere pertanto:90' di bici al 90% del proprio massimale + 15 km a ritmo gara.
È fondamentale il recupero fra la prova di bici e quella di corsa. Deve essere costituito da un semplice riscaldamento di un paio di km (per sciogliere le gambe appesantite dalla forza richiesta dalla prova in bici, forza che durante la prova di corsa non serve) e qualche allungo.La prova in bici - Deve essere effettuata su un percorso piano e a velocità costante. Un percorso ondulato (come le variazioni di ritmo) renderebbe troppo aleatoria la prova di corsa successiva. Infatti è fondamentale che la prova in bici non alzi il livello di lattato nel sangue (lo spingere al 90% e non al 100% ha questo scopo), cosa che avverrebbe se il percorso è troppo duro e si trasforma in una tappa di montagna. Non ha importanza il mezzo (bici da strada, MTB) perché ciò che conta è il 90% dell'impegno massimo con il mezzo che si ha a disposizione. L'ideale è correre la prova in bici con la regolarità di una prova a cronometro. Durante la prova è possibile bere, ma non introdurre calorie, cosa che vanificherebbe il significato "alimentare" della prova stessa.
A chi serve - Come detto, serve soprattutto al maratoneta. Ai runner che preparano distanze più corte purtroppo i benefici sono nettamente minori perché, come già detto, l'unica funzione della bici è "energetica" e il discorso energetico è marginale per chi prepara distanze di 10-12 km.
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