Per prevenire e curare gli infortuni
I test per il ginocchio
Copyright by THEA 2004
ginocchioLe diagnosi delle patologie del ginocchio sono sicuramente più complesse di quelle delle patologie del piede; infatti il ginocchio è una struttura complessa in cui le diverse subunità cooperano in maniera molto stretta per realizzare il movimento.
La maggior parte degli incidenti acuti riguardano soprattutto i legamenti crociati e i menischi; anche se sono eventualità che dovrebbero essere rare per un runner (il movimento della corsa è ripetitivo, fluido e armonico), sono abbastanza frequenti in sport che vengono spesso associati all'attività della corsa come il calcio, il basket e lo sci. Per un intervento tempestivo è perciò importante comprendere subito quale sia la parte realmente interessata.
I crociati - Sono due, uno anteriore (che impedisce che la tibia si sposti troppo avanti rispetto al femore) e uno posteriore (che svolge la funzione opposta). Di solito è l'anteriore che subisce i maggiori danni da un trauma poiché in genere sono i movimenti in avanti che sollecitano maggiormente il ginocchio, caricandolo maggiormente.
I menischi - Sono due, laterale e mediale, e funzionano come ammortizzatori proteggendo le ossa che si uniscono all'articolazione del ginocchio. Il mediale è generalmente più sollecitato poiché è meno mobile del laterale. Spesso le lesioni meniscali derivano da movimenti troppo bruschi che non danno tempo al menisco di seguire il movimento.
La diagnosi - Ovviamente il racconto del trauma fornisce informazioni interessanti per orientare il terapeuta verso la parte offesa; se il dolore non è esagerato (esistono anche casi con dolore minimo) è possibile eseguire una serie di test esaustivi. Infine radiografia (per la parte ossea) e risonanza magnetica (per la parte tendinea e cartilaginea) completano il quadro della situazione. Vediamo i test.

I test per il ginocchio
Test di Lachman - Il paziente supino tiene il ginocchio a 25 gradi circa (1); il manipolatore tiene fermo il femore immediatamente sopra al ginocchio e dà un brusco strattone alla tibia; normalmente si avverte un blocco del movimento, blocco che manca se il crociato anteriore è lesionato. ginocchio 
Test di Apley - Il paziente è prono e tiene il ginocchio flesso (2); il manipolatore ferma col ginocchio la parte posteriore della coscia e comprime l'articolazione premendo la pianta del piede. Poi ruota la tibia all'interno (menisco mediale) o all'esterno (menisco laterale). La lesione al menisco è rilevata dal dolore al movimento. ginocchio
Test del cassetto anteriore - Con il paziente supino con il ginocchio flesso (3), il manipolatore si siede sul piede del paziente e prende la tibia con entrambe le mani tirandola verso di sé. Se il crociato non è leso si avverte un brusco arresto al movimento (massima estensione del legamento). ginocchio 
Test di McMurray - Con il paziente supino (4), il manipolatore ferma con una mano il tallone e con l'altra sostiene la parte inferiore del ginocchio, cercando di far estendere completamente il ginocchio mentre ruota la tibia prima verso l'interno poi verso l'esterno. Il menisco è leso se si avverte dolore alla completa estensione del ginocchio. ginocchio 

La cura – A prescindere dal fatto che ci sono casi di rottura asintomatici, l'intervento chirurgico (eseguito in artroscopia) è l'unica soluzione ai problemi sopraccitati. Per il crociato il recupero richiede un mese di stampelle senza immobilizzazione. Per i menischi la tendenza comune non è più l'asportazione, ma la conservazione e la riparazione (negli Stati Uniti è diffuso anche il trapianto di menisco); infatti l'asportazione facilita l'usura della cartilagine e i processi artrosici.