Fegato e corsa
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A prescindere dalla conoscenza della fisiologia epatica, è fondamentale conoscere lo stato di efficienza del proprio fegato, soprattutto in atleti che hanno superato i 40 anni di età.
I principali fattori non patologici che possono limitare l'efficienza epatica e quindi ridurre la prestazione sportiva sono:
a) alimentazione scorretta
b) farmaci
c) integrazione alimentare o salutistica errata (per esempio l'assunzione di eccessive quantità di ferro)
d) alcol.
Gli esami di elezione per la funzionalità epatica sono la bilirubina (diretta e indiretta), le transaminasi, i marker delle varie forme di epatite, la gamma-GT.
Se per le transaminasi rimandiamo all'articolo corrispondente, in questa
sede vogliamo sottolineare il ruolo della gamma-GT, un parametro clinico
troppo spesso sottostimato.La gammaglutamiltranspeptidasi è un enzima contenuto a livello microsomiale nel fegato e in altri tessuti (intestino tenue, milza, pancreas e reni). È uno dei parametri clinici che dimostra come il concetto di normalità debba essere rivisto in senso salutistico prima che statistico. In molti laboratori infatti si fa ancora distinzione fra valori normali dell'uomo (fino a 30 UI/l) e della donna (fino a 20 UI/l); tale distinzione non è giustificata fisiologicamente ed è dovuta unicamente a medie sulla popolazione: il valore maggiore negli uomini è dovuto a un consumo alcolico mediamente superiore.
La gamma-GT infatti è un marker molto interessante per valutare il danno epatico da alcol. In individui non bevitori il valore è comunque inferiore a 20 UI/l e questo deve essere considerato il vero limite di normalità. Per valori superiori esiste comunque, se non un danno, certamente un sovraccarico epatico che limita l'efficienza dell'organo e in definitiva la prestazione sportiva, soprattutto in prove di lunga durata dove l'intervento del fegato è fondamentale ai fini energetici.
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