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Le analisi cliniche del runner
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Oltre all'allenamento, ogni runner dovrebbe annotare nel suo diario i risultati delle analisi cliniche periodiche. Le analisi di base sono le seguenti:
 
Emocromo – Sideremia – Ferritina (per la loro interpretazione si vedano gli articoli sull'emocromo e sull'anemia nel runner).
Azotemia (o uremia) – Creatinina (si veda l'articolo sui protein burner)
Uricemia (da non confondersi con la precedente; si veda l'articolo sull'importanza dell'uricemia nelle tendinopatie).
Colesterolo totale - Colesterolo HDL (si veda l'articolo generale e quello sul colesterolo HDL nell'allenamento)
Transaminasi (GOT e GPT).
Glicemia
Trigliceridi
Calcio, magnesio.
 
Non ha molta importanza la CPK perché in chi fa sport la sua variabilità è notevole e non c'è una relazione certa con lo stato del soggetto. Ci sono atleti che hanno terminato benissimo (e senza postumi successivi) prove di maratone con la CPK 50 volte oltre la soglia di normalità; se anni fa si considerava la CPK come indicativa di sovrallenamento, oggi questa posizione non appare più realistica.
Un esame utile per chi è vicino o ha superato i 40 è il PSA (indicatore di eventuali neoplasie prostatiche).
Altri esami come la transferrina si eseguono solo in casi particolari (per es. anemia). Idem dicasi degli indicatori tiroidei (FT3 e FT4).
analisi cliniche nel runnerOgni quanto? – Dipende dal livello del runner. Se si corre per il piacere di correre, basta una volta all'anno. Se ci si allena quattro o cinque volte la settimana, sarebbe opportuno almeno due volte all'anno, a luglio e a dicembre, cioè in condizioni climatiche decisamente sfavorevoli (per esempio in estate diminuisce l'ematocrito e non ha perciò senso confrontare un esame fatto a novembre con uno fatto a giugno). Se si vuole ottimizzare la propria conoscenza sportiva è opportuno eseguire gli esami ogni tre mesi. Grande importanza rivestono i dati di analisi dopo un risultato eccellente o, viceversa, dopo una prova deludente.
La preparazione – È importante che le analisi non siano influenzate dai seguenti fattori:
a) farmaci. Sospendere l'assunzione almeno 48 ore prima delle analisi. Ciò non basta a evitare l'interazione farmacologica con i parametri clinici, ma almeno la minimizza. In ogni caso vanno tenuti in considerazione tutti i farmaci assunti nel periodo immediatamente precedente l'esame.
b) Integratori. Anche in questo caso si dovrebbero sospendere 48 ore prima delle analisi. Il condizionale è d'obbligo perché in alcuni casi (come per l'assunzione di aminoacidi) ha senso non sospenderli per vedere se esiste un sovraccarico (se cioè se ne prendono troppi). Se invece si vuole valutare una possibile integrazione (per esempio di magnesio) la sospensione è necessaria perché l'integrazione ha senso solo se c'è carenza accertata.
d) Alimentazione. Deve essere del tutto normale nelle 48 ore precedenti: né diete, né abbuffate.
e) Gare o allenamenti pesanti. Le analisi vanno fatte dopo un recupero che dipende dalla lunghezza della gara (diciamo un giorno ogni 5 km di gara, per la maratona quindi 8-10 giorni). In tal modo si valuta come l'atleta ha superato lo stress agonistico. Se invece si vuole valutare l'impatto immediato della gara occorre farli la mattina seguente. La cosa peggiore è farle "quando si ha tempo", non avendo così informazioni precise.


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