Il cerotto nasale
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Relativamente alla corsa, vediamo alcuni dati teorici.
La respirazione è limitante? - Contrariamente alla credenza dei moltissimi sedentari, la corsa non è una questione di fiato. Infatti molti maratoneti hanno capacità polmonari tutto sommato normalissime, da semplici impiegati che non praticano sport. Il ragionamento errato è che, siccome quando sono in crisi mi viene il fiatone, se avessi a disposizione più aria andrei più forte. In realtà ciò che conta è la massima quantità di ossigeno che si riesce a scambiare a livello capillare nell'unità di tempo. Anche facendo arrivare moltissima aria, se a livello capillare i meccanismi (differenza arterovenosa, globuli rossi ecc.) non sono in grado di scambiare più di tanto ossigeno, il rimanente rimarrebbe inutilizzato. Il fatto stesso che, aumentando lo sforzo, aumenti la ventilazione, dimostra che il sistema è in grado di procurare tutta l'aria necessaria.
Infatti dagli studi di Bye
e di Mahler si è dimostrato che anche alla massima potenza aerobica la
ventilazione è solo il 60-85% della massima ventilazione forzata. Cioè,
anche se ci sembra di respirare al massimo, potremmo forzare i nostri
polmoni a introitare circa un terzo in più di aria, aria che però non ci
servirebbe. Ovviamente per sforzi ancora più aerobici (come la maratona),
avere maggior aria a disposizione (attenzione aria, non ossigeno: infatti
ben diverso è il discorso di respirare una miscela più ricca di ossigeno
perché questo favorirebbe il suo passaggio a livello capillare) è del tutto
inutile. Durante gli sforzi di resistenza aerobica (maratona) la
respirazione non è certo forzata come durante un 1500 m, tant'è che molti
atleti hanno ottenuto le loro migliori performance anche in giornate in cui
correvano con il naso un po' "chiuso" per un leggero raffreddore.Come respirare? - È scorretto suggerire a chi corre di respirare con il naso (in genere il consiglio viene dato per motivi igienici perché il naso filtra l'aria respirata). Infatti l'atleta con la sola respirazione nasale non riesce ad avere a disposizione tutta l'aria che gli serve, prova ne è che al massimo livello di prestazione si corre con la bocca aperta.
Da questi punti sembrerebbe che il cerotto non serva. In realtà occorre considerare anche l'aspetto psicologico della corsa: negli atleti che hanno problemi di ostruzione cronica alle vie nasali, il cerotto, dando l'impressione di respirare meglio, li predispone alla miglior prestazione. Ovviamente è del tutto inutile per chi respira già bene.
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