Proteine isolate della soia
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Quale può essere il vantaggio di questa soluzione, visto che le proteine isolate della soia non hanno un valore biologico altissimo? Nel rispondere occorre considerare che il valore biologico è tanto più importante quanto più l'alimentazione del soggetto è carente di proteine nobili. Il caso classico è quello dei neonati che arrivano in ospedale con chiari sintomi di malnutrizione perché genitori vegani, piuttosto ignoranti in fatto di alimentazione, applicano ai bimbi le stesse regole alimentari degli adulti. Un neonato ha una maggiore necessità di proteine nobili e se un adulto vegano può farne a meno per vivere (io direi "sopravvivere") sicuramente un neonato no. Quindi se un adulto assume già fonti proteiche privilegiate, non è necessario che tutte le proteine che assume abbiano un valore biologico altissimo. Del resto la cottura dei cibi spesso dimezza il valore biologico delle proteine.
Vediamo le caratteristiche delle proteine isolate della soia:
- Sono costituite per il 92% di aminoacidi
- Sono più solubili dei caseinati, trattenendo fino a sei volte l'acqua
- Sono molto più digeribili
- Hanno meno scorie azotate
- Costano molto meno delle altre soluzioni
- Contengono isoflavoni
Sul primo punto 100 g di proteine di soia equivalgono a circa 18 g di
aminoacidi ramificati. I due punti successivi consentono di usarle per
realizzare cibi (come per esempio una
mousse al gusto di cioccolato, unendo le proteine a yogurt intero) e non
creano l'effetto caseina, cioè quel senso di gonfiore (e spesso di bruciore)
che si prova quando si mangia una pizza che, anziché mozzarella, è stata
preparata con derivati della caseina.Una breve nota sul pericolo OGM. Alcuni non usano proteine della soia perché temono l'impiego di organismi (cioè qualità di soia) geneticamente modificati. Dovrebbe essere chiaro a tutti che la modificazione genetica produce organismi che biologicamente sono differenti, mentre chimicamente hanno gli stessi costituenti. Quindi, una volta che l'organismo è stato scisso nelle sue componenti chimiche elementari, è molto fantasioso pensare che possa esserci differenza fra un organismo geneticamente modificato e uno no.
L'ultimo punto è un piccolo plus. Moltissime ricerche sono concordi nel mostrare che l'uso di isoflavoni provenienti della soia abbassa il colesterolo LDL di circa il 10%. Non è quella rivoluzione che molti vorrebbero vendere come la scoperta del secolo, anche perché se il soggetto segue una dieta ipocalorica, tale riduzione diventa minore. È comunque un utile dato da valutare insieme agli altri aspetti positivi di questo integratore.
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