Dieta e allenamento: sono compatibili?
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Certo si può seguire una dieta fai da te, limitando le calorie inutili. Nel breve periodo (diciamo tre mesi) funziona soprattutto se i chili di troppo sono molti. Chi invece deve perdere pochi chili (attorno ai 5, la condizione più comune fra i runner amatori) ha l'oggettivo problema che una dieta anche non drastica può non consentire un ripristino delle scorte energetiche. Infatti di solito, visto che l'atleta non è in deciso sovrappeso, perdere i chili di troppo significa seguire per un certo periodo un regime ipocalorico. Il problema è:
bruciare solo i grassi, preservando i muscoli e ripristinando le scorte di glicogeno.
Per un sedentario la parte finale della precedente proposizione non è importante perché il consumo del glicogeno è sensibile solo per sforzi di una certa intensità che nella vita di un sedentario sono piuttosto casuali.
L'atleta che vuol mettersi a dieta può usare uno schema come quello proposto
dalla
dieta italiana. Chi invece
ha un'alimentazione molto particolare o preferisce cucinare tutto da sé deve
avere ben chiaro qual è il fabbisogno calorico quotidiano compatibile con un
allenamento serio.Tale fabbisogno per atleti over 30 (cioè per adulti con metabolismo ormai assestato) è:
600 (per le donne 540) * (l'altezza in m al quadrato).
Per esempio per un uomo sedentario di 170 cm il fabbisogno calorico è di 1.734 calorie (600*1,7*1,7), per una donna di 160 cm è di 1.382 (540*1,6*1,6).Un tale fabbisogno calorico è compatibile con:
a) un carico settimanale che non supera i 60 km (riscaldamento escluso).
b) sedute non superiori ai 15 km
Se si superano questi valori, è necessaria un'integrazione (ricordiamo che N km di corsa in più bruciano circa (N*peso in kg) kilocal).
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