La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC)
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In cosa consiste una MOC - Il metodo più diffuso per eseguire una MOC è quello di usare un apparecchio a raggi X (MOC DEXA), anche se recentemente cominciano ad essere utilizzati apparecchi basati su ultrasuoni, di quelli paragonabili alle tradizionali ecografie (quindi in assenza di radiazioni). La densità ossea viene misurata stimando la differente capacità di penetrazione dei fotoni nei tessuti, e in particolare nel tessuto osseo.
MOC e l'osteoporosi - Una delle patologie più debilitanti per le donne, le cui conseguenze si rivelano in età avanzata, è sicuramente l'osteoporosi. La patologia nella forma classica si esprime nella degenerazione delle ossa causata dalla prevalenza dei processi di rottura su quelli di formazione. Esempi eclatanti sono rappresentati dalle fratture di soggetti anziani per cadute del tutto banali. In realtà l'osteoporosi non è una malattia acuta, ma insorge lentamente e nella fase iniziale (che può durare anche per tutta la vita del soggetto) i sintomi sono modesti se non assenti. Se la consideriamo in modo un po' esemplificativo come una degenerazione ossea, ben si comprende che il concetto di degenerazione è progressivo ed è individuale. La MOC risulta essere il principale metodo di investigazione e prevenzione per controllare l'evolversi dell'osteoporosi.
Chi dovrebbe eseguire una MOC - A fini sportivi dovrebbero eseguirla:
a) le donne che soffrono di amenorrea o disturbi del ciclo mestruale
b) le donne in menopausa
c) i runner (uomini e donne) che hanno frequenti infortuni da stress senza causa chiara, soprattutto se fra i loro genitori o nonni esistono casi di osteoporosi.
Se l'esito della MOC mostra un'osteopenia (in parole povere, una "penuria di ossa") è opportuno intervenire subito: l'osteoporosi è una delle malattie più studiate e si hanno spesso nuove scoperte. La MOC va poi rifatta dopo due anni.
MOC e runner - Per molti sedentari (spesso alle prese con patologie più gravi) il livello di degenerazione resta accettabile per tutta l'esistenza. Non così è per il runner. Infatti molti infortuni oscuri e di difficile interpretazione sono dovuti in gran parte o all'artrosi o all'osteoporosi. Caviglie, piedi o ginocchia doloranti dopo una allenamento intenso che richiedono qualche giorno per ritornare pimpanti spesso nascondo un quadro osteo-articolare compromesso da artrosi e/o osteoporosi. Si parla allora di stress reaction, prima di arrivare alla vera e propria frattura da stress, piuttosto rara nell'amatore che in genere in presenza di dolore preferisce fermarsi o diminuire i carichi di allenamento. Rimandando all'articolo sulle fratture da stress per un esame approfondito delle due patologie, è utile fare il punto su ciò che la ricerca ritiene ormai consolidato.
Gli studi di Nichols (1987) hanno dimostrato che: l'attività fisica aiuta nella prevenzione dell'invecchiamento dell'apparato scheletrico,
ma Dalsky (1990) ha mostrato che:nelle donne un'attività fisica intensa che riduce notevolmente la massa corporea e produce amenorrea secondaria predispone all'osteoporosi in tarda età.
Ciò si spiega con la sospensione della produzione di estrogeni che agiscono come protezione nei confronti della demineralizzazione ossea.Da notare che la scomparsa del ciclo è un indice collegato alla presenza di degenerazione ossea. Purtroppo l'uomo non ha questo indicatore e spesso anzi si ritiene immune dall'osteoporosi (che in effetti colpisce in prevalenza e in maniera più grave il sesso femminile), commettendo un grave errore di valutazione.
Integrazione e osteoporosi - Sembra pertanto giustificata un'integrazione di calcio (per esempio citrato di calcio) con la dieta anche perché basta portare la razione giornaliera a 1,5 g per ridurre significativamente i rischi di osteoporosi. L'integrazione di 0,5 g corrisponde a circa tre bicchieri di latte (circa 200 calorie) ed è di difficile sostituzione visto l'elevato apporto calorico degli alimenti contenenti calcio.
L'integrazione di calcio potrebbe però non bastare per soggetti a rischio (per esempio chi assume cortisonici per periodi piuttosto lunghi o per chi assume alcolici: bere più di un bicchiere di vino al giorno aumenta il rischio di osteoporosi, tant'è che nei forti bevitori non sono rari casi di osteomielite provocata da sbriciolamento delle ossa degli arti). Ecco allora che un semplice esame può svelare la condizione delle nostre ossa ed, eventualmente, prendere misure più appropriate che una semplice integrazione con calcio.
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