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I test per la FcMax
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testLa conoscenza della frequenza cardiaca massima è un parametro molto importante, anche se spesso sopravvalutato. Non deve essere usata che da principianti e jogger che non hanno ancora il senso del ritmo perché considerare il motore-atleta dipendente dal solo muscolo cardiaco è veramente riduttivo. Fra l'altro sarebbe più preciso usare la frequenza cardiaca di riserva e non la frequenza cardiaca massima!
Conoscere la propria FcMax è importante soprattutto se si studia come varia nel tempo e in funzione degli allenamenti. Durante le gare si raggiunge la propria FcMax durante prove che vanno dai 600 ai 1000 m. In realtà, poiché tale distanza dipende dal soggetto e poiché non è detto che la condotta di gara porti effettivamente alla FcMax all'arrivo (per esempio il soggetto parte troppo forte), solo con molte prove è possibile stimarla sul campo. Esistono pertanto alcuni test che permettono di farlo in palestra sul tapis roulant e con un semplice cardiofrequenzimetro. Si possono usare anche prove al cicloergometro, ma la strumentazione non è così "fai da te" come nel caso del tapis roulant.
Si tratta di test piramidali, in cui lo sforzo è crescente fino al punto in cui il soggetto "non regge più". L'incremento dello sforzo consente di evitare i problemi legati alla distribuzione delle energie nelle prove sul campo. Ovvio che la FcMax è la frequenza massima registrata durante la prova e che ogni prova per la valutazione della FcMax deve essere eseguita solo da atleti in ottime condizioni fisiche.

Test di Bruce

Il test è a stadi. Alcune versioni propongono 7, altre 10 stadi. Inoltre sono variabili anche la velocità e la pendenza iniziali e il periodo di permanenza su uno stadio. Utilizzare dieci stadi può essere eccessivo perché solo atleti in grado di fornire ottime prestazioni superano i primi stadi e corrono naturalmente con grandi pendenze. Una versione ragionevole a 7 stadi prevede che si inizi con una fase di riscaldamento a 1,3 km/h con una pendenza del 10%; poi ogni 3 minuti si alza la pendenza del 2% e la velocità di 1,4 km/h, arrivando alla fine al 22% di pendenza e a una velocità di 9,7 km/h. Una variante più soft consiste nel mantenere i 7 stadi, ma usare una pendenza iniziale del 5% e incrementi di due minuti, anziché 3.

Test di Astrand

È ancora più duro del precedente, a differenza del quale è corso a velocità costante (8 km/h)  Dopo un riscaldamento di 5', si inizia il test a pendenza nulla per 3 minuti. Ogni due minuti la pendenza è aumentata del 2,5% fino al "crollo" del soggetto (il termine medico è esaurimento, ma non rende l'idea…).
 
In altre fonti troverete valori leggermente differenti, derivanti da modifiche resesi necessarie per attuare il test su soggetti non molto allenati.


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