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Il test dei dieci 400 m
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il test dei dieci 400I cosiddetti test predittivi hanno lo scopo di rivelare il valore dell'atleta su una certa distanza. Anche test classici come il Conconi, il Faraggiana-Gigliotti ecc. possono essere considerati test predittivi; sono test che richiedono un minimo di strumentazione e utilizzano modelli fisiologici dell'atleta; altri test sono semplicemente prove sul campo che consentono di definire il valore senza far eseguire l'intera distanza. I problemi dei test sono sostanzialmente tre:
a) devono essere strettamente correlabili con la prestazione (per esempio il test di Yasso non lo è).
b) Devono essere sufficientemente semplici da consentirne la validità in un gran numero di casi. Per ogni test viene fornito il livello di attendibilità: se l'atleta lo esegue male, il test non è attendibile. Per un esempio si vedano i test per le distanze classiche del mezzofondo.
c) Devono essere decisamente meno impegnativi della gara (altrimenti tanto varrebbe far eseguire la distanza).
Di test che risolvono i tre punti sopraccitati ce ne sono veramente pochi.
Per i 5000 m ho ideato un semplice test (che poi è anche un allenamento!) in grado di predire con molta accuratezza il valore dell'atleta. Si tratta di correre 10 volte i 400 m con 1' di recupero. La relazione fra il tempo sui 5000 m (T) e la media sui 400 (M) è la seguente:

T=M*14.

Cioè la media sui 400 m per 14 dà il tempo sui 5000. Per esempio una media di 1'20" dà 18'40", una media di 1'30" dà una proiezione di 21' ecc.
Perché il test è molto attendibile?
Innanzitutto esiste una relazione fisiologicamente ragionevole fra gara e test: per correre i dieci 400 m con 1' di recupero è necessario impiegare le stesse risorse fisiologiche che si usano per un 5000 m.
In secondo luogo non esiste nessuna validazione, il test è sempre valido. Se l'atleta parte troppo forte nei primi 400, significa che è un "partente folle" anche sui 5000 e il grado di peggioramento della prestazione sarà equivalente.
Da ultimo il test è decisamente meno impegnativo della gara, non solo per il km in meno, ma soprattutto per le pause di recupero.
Ovviamente la proiezione è fatta per le stesse condizioni climatiche e per lo stesso stato psico-fisico dell'atleta. Non ha cioè senso se eseguito in condizioni atmosferiche avverse o in condizioni di stanchezza.


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