Per chi usa i plantari: il tallone sopraelevato
Copyright by THEA 2004
sopraelevare per proteggere il tendine.
Occorre innanzitutto capire come funziona. Quando la si usa, il tendine non riesce a stirarsi massimalmente, viene pertanto protetto e il tricipite surale (il muscolo) subisce una contrazione ridotta. Normalmente, se il tendine resta poco sollevato rispetto all'avampiede, il tendine si stira molto e restituisce l'energia massima. Ovviamente ha anche un'usura massima.Da questa breve descrizione risulta chiaro che:
non è possibile ottimizzare prestazione e prevenzione.
O si sceglie una o si sceglie l'altra. Ovviamente esistono anche situazioni
intermedie in cui, per non penalizzare eccessivamente la prestazione, si
usano plantari con rialzi minimi (inferiori al cm). Personalmente ritengo
che un rialzo minimo significhi una prevenzione minima: non si può avere la
botte piena e la moglie ubriaca. D'altra parte se fosse possibile
conciliare le due cose, le scarpe da running avrebbero il rialzo incorporato.
Se non ce l'hanno è evidente che il motivo non può che essere la riduzione
della prestazione.Quando non usare la talloniera – Per quanto detto, la talloniera non si deve usare:
a) per continuare a correre in presenza di una patologia del tendine. Non è che un rimandare il problema. Prima si risolve la tendinite e poi si valuta se usare un plantare (rassegnandosi a perdere qualcosa). La talloniera non guarisce.
b) Per prevenire infortuni in atleti che non hanno problemi. L'uso di plantari senza motivo riduce la prestazione e in genere modifica lo stile di corsa rendendolo più dispendioso.
Quando usarla – Sempre riferendosi ai concetti di base, si usa:
a) nel recupero dopo un infortunio o dopo un'operazione. Poiché lo scarico è percentuale, non aspettatevi miracoli. Se sentite dolore anche con la talloniera non siete guariti e dovete fare le considerazioni del caso. Scopo prioritario è cioè arrivare a correre SENZA talloniera. Oggi, anche dopo un'operazione al tendine d'Achille il recupero viscoelastico può essere del 100% (se l'operazione e il recupero sono ottimali). Molti chirurghi propongono il plantare, altri no. Personalmente propendo per la seconda soluzione. Si riprende a correre magari un mese dopo, ma solo se si è guariti. Giustificare l'uso del plantare perché "il tendine non è più come prima" significa sostanzialmente aver fallito l'operazione o la terapia.
b) Nei casi in cui il tendine è talmente irrecuperabile e impossibilitato a sostenere uno sforzo massimale. In questo caso però ci si dovrebbe mettere il cuore in pace e lasciar perdere ogni aspetto prestativo della corsa, correndo per il semplice benessere. Anche con la talloniera un allenamento professionale non farebbe che peggiorare la situazione. Del resto se bastasse un plantare, molti grandi atleti non avrebbero smesso per guai tendinei.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
