Pronazione e supinazione
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In questo articolo si dà invece per scontato che i problemi nascano da un appoggio errato del piede non compensato. Insistiamo sul "non compensato": chi corre da vent'anni in un certo modo (supinatore o pronatore) e incorre in una fascite plantare non può attribuirla all'appoggio (è da 20 anni che corre così!). I concetti di pronazione e di supinazione sono pertanto importanti soprattutto per quei runner che hanno una vita atletica piuttosto breve (inferiore ai cinque anni).
Pronazione eccessiva (iperpronazione) - Una pronazione eccessiva fa sì che il piede continui a ruotare dopo l’impatto sul terreno invece di cominciare la fase di spinta. Questo causa una tensione eccessiva al piede, alla zona tibiale e al ginocchio e può causare dolore in queste aree. Chi corre in questo modo potrà riscontrare un’usura eccessiva sul lato interno delle calzature, che saranno inclinate verso l’interno se appoggiate su una superficie piana. Ginocchia vare e piedi piatti possono provocare questo problema.
Rimedi – Indossate calzature dalla forma diritta o comunque
con una curvatura poco accentuata. Scarpe specifiche in grado di controllare
la stabilità della corsa, con suole multidensità e altre caratteristiche
contro la pronazione sono la scelta ideale. Controllate il livello di usura
della scarpa per verificare se state facendo progressi. Infine, poiché
questa impostazione erronea provoca tensione e rigidità muscolare, fate
stretching.Supinazione eccessiva (ipersupinazione) - Un eccesso di supinazione causa una rotazione insufficiente del piede dopo l’impatto sul terreno. Questo provoca una tensione eccessiva al piede e può provocare la sindrome della bandelletta ileotibiale, l’infiammazione del tendine d’Achille, la fascite plantare.
I runner con archi del piede molto accentuati e tendini d’Achille molto tesi tendono ad avere questo problema. Le scarpe avranno un’usura accentuata nella parte laterale esterna; collocate su una superficie piana risulteranno inclinate verso l’esterno.
Rimedi – Indossate calzature adeguate al problema specifico, possibilmente leggere, in modo da consentire una maggiore libertà di movimento al piede. È importante anche la flessibilità della zona centrale interna della calzatura. I runner che soffrono di questo difetto devono fare sessioni di stretching mirate per polpacci, tendini del ginocchio, quadricipiti e bandelletta ileotibiale.
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